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The Smiths, Perché Morrissey viene chiamato l’Oscar Wilde del rock?

Gli Smiths hanno creato attorno alla loro band una immagine intellettuale ed estetica ben precisa. Sicuramente il membro più controverso è il leader Morrrissey, che ancora oggi continua a far parlare di sé per le dichiarazioni discutibili. Alcuni suoi commenti, giudicati razzisti, lo hanno fatto trovare spesso nell’occhio del ciclone. Morrissey non le manda a dire nemmeno verso i colleghi. Ricordiamo la lite con il leader dei The Cure ed anche con altri artisti che giudica molto severamente. Tra questi ad esempio David Bowie, Madonna o per restare sul contemporaneo Lady Gaga. Insomma, l’ex Smith non ha peli sulla lingua. A questa sua immagine così aspra, corrisponde però un aspetto più affascinante. Infatti, è un lettore accanito, scrittore capacissimo e i suoi testi sono amati e lodati dalla critica, più sicuramente della sua persona. Anche per questo, è sempre frequente il paragone tra Morrissey e Oscar Wilde, ma per quale motivo?

Morrissey ed Oscar Wilde

Sentiamo spesso dire dell’ex Smith che sarebbe l’Oscar Wilde del rock, le ragioni sono tante. Innanzitutto fu iconica la foto di un giovane Morrissey coricato con attorno i suoi libri di Wilde. Il cantante ha affermato anche di ascoltare una registrazione della commedia di Wilde L’importanza di chiamarsi Ernesto spesso durante le sessioni di registrazione. La similitudine tra Morrissey e Oscar Wilde è molto presente anche per via del loro stile di vita. Infatti, entrambi sono due intellettuali fuori dagli schemi che hanno fatto parlare di sé per la loro stravaganza. L’acutezza nel dire poi e nello scrivere che viene lodata nel cantante (chiaramente non paragonabile allo stile perfetto dell’autore) lo ha fatto spesso accostare a grandi autori in generale. Il cantante è un dandy come lo era anche l’Esteta.

L’amore di Morrissey per l’autore

Il cantante ha spiegato che sua madre era una lettrice accanita dell’autore irlandese (ricordiamo che i genitori di Morrissey erano proprio irlandesi) e che quindi gli ha trasmesso questa passione. Ha anche dichiarato che si tratta del suo scrittore preferito in un’intervista nell’ottobre 1983 e pubblicata su un Flexi-Disc incluso nelle copie giapponesi dell’album di debutto degli Smiths e lo ha inserito in una lista di scrittori preferiti intitolata “Old Masters” pubblicata nel numero del 16 settembre 1989 di NME, indicandolo con il suo numero di prigione C.3.3. In generale Morrissey non ha avuto una infanzia facile e durante l’adolescenza ha sofferto di depressione, la letteratura gli è stata vicino e la scrittura di Wilde in tal senso è stata fondamentale. Come spiega in un’intervista rilasciata a KROQ nel 1997:“Era molto speciale per me quando ero più giovane perché penso che fosse un grande scrittore, la sua vita è stata straordinaria, e probabilmente davvero la persona più prolifica nella storia della letteratura. E, più il tempo passa, più diventa interessante per le persone… È il più citato, forse anche di più di Shakespeare in realtà, perché sebbene le persone conoscano le citazioni di Shakespeare, non sanno davvero cosa significano”.

Oscar Wilde nella musica di Morrissey

Non è allora strano che Morrissey faccia trapelare questo suo grande amore per Wilde in opere e canzoni. Pensiamo innanzitutto al simpatico riferimento in Cemetry Gates degli Smiths, in cui Morrissey canta “Keats e Yeats sono dalla tua parte, ma tu perdi perché Wilde è dalla mia“, ancora Rubber Ring sempre della band che cita L’importanza di chiamarsi Ernesto nella sua conclusione quando dice “è così intelligente, tutti sono intelligenti al giorno d’oggi”. Si capisce quanto la commedia sia importante per l’ex Smith in moltissime altre citazioni, ad esempio troviamo incise le parole “The Impotence of Ernest” nell’edizione britannica dell’album “Hatful Of Hollow” degli Smiths, ma si potrebbe riportare molto altro. Ancora cita Wilde quando sul lato B del singolo “Bigmouth Strikes Again 12” degli Smiths troviamo “Talent Borrows, Genius Steals”, frase dell’autore. Tante altre citazioni si possono notare nella musica degli Smiths e nei lavori solisti del cantante, nell’autobiografia e nelle opere letterarie di Morrissey poi, Oscar Wilde è davvero molto presente.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.