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Morte di Keith Flint: potrebbe non essere stato suicidio

Sono passati poco più di due mesi dalla scioccante notizia della morte di Keith Flint. Il corpo dell’ex frontman dei Prodigy, scomparso all’età di soli 49 anni, è stato ritrovato lo scorso 4 marzo senza vita nella sua abitazione dell’Essex, in Inghilterra.

Morte di Keith Flint: le nuove dichiarazioni del coroner

La notizia della prematura dipartita di Flint ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, e il suicidio è stato subito additato come causa della morte. Infatti il referto del dottore, arrivato per primo sul luogo del decesso, riportava asfissia nel modulo. Tuttavia, il medico legale responsabile delle indagini, Caroline Beasley-Murray, ha rilasciato una dichiarazione del tutto inaspettata, quanto destabilizzante: “Non credo ci siano prove sufficienti per affermare che si sia trattato di un gesto estremo“.

La dottoressa Beasley-Murray ha spiegato che ciò che ha commesso Keith Flint potrebbe essere dipeso dallo stato alterato delle facoltà mentali del cantante, dato dalle tracce di cocaina, codeina e alcol trovate nel suo sangue durante l’autopsia. “Potrebbe aver fatto qualche cavolata che è andata a finire parecchio male“, ha aggiunto il coroner, che ha deciso di lasciare un verdetto aperto per le indagini sulla morte dell’ex frontman dei Prodigy.

Non sapremo mai cosa stesse succedendo nella sua mente“, ha continuato Beasley-Murray, che ha spiegato: “Per registrare (il suicidio), avrei dovuto scoprire che, sulla bilancia delle probabilità, il signor Flint aveva concepito l’idea e intrapreso un’azione deliberata, sapendo che sarebbe sfociata nella sua morte”.

Cancellato il tributo a Keith Flint

Altre brutte notizie per i fan dei Prodigy. Oltre alla nube di mistero che avvolge la scomparsa di Keith Flint, l’ex chitarrista della band Gizz Butt ha dovuto annunciare la cancellazione del suo tributo per il compianto Flint a Glastonbury, programmato per il 2019. Il motivo dell’annullamento, secondo il musicista, è che l’evento sarebbe stato visto dai fan come una sorta di auto-promozione.

Le persone vedono questo tributo come un atto di auto-promozione, e non ho mai voluto questo“, ha dichiarato Butt. “Inoltre, sta diventando grande con la stampa, e non ne sono degno“. L’ex Prodigy ha poi approfondito le sue ragioni, spiegando che il suo programma aveva lasciato scossi coloro che erano stati vicini a Flint, e che non avrebbe mai voluto turbare la memoria del compianto ex frontman.

Gizz Butt, che è stato parte del gruppo dal 1996 al 1999, avrebbe dovuto suonare in giugno il DJ Set Keith Flint Appreciation Hour alla Worthy Farm in occasione del festival inglese.

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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com; Instagram: @rebiush)