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Morte di Stevie Ray Vaughan: un altro scherzo del destino

La morte di Stevie Ray Vaughan

Il 28 Agosto del 1990 il sito online della Repubblica, riportò una notizia di cronaca appena giunta in redazione, “Il popolare chitarrista blues Stevie Ray Vaughan, è morto ieri in un incidente ad East Troy, Wisconsin”. Il musicista, dopo un concerto all’aperto all’Alpine Valley Music Centre, si stava recando in elicottero a Chicago. Assieme a lui, nello schianto, persero la vita Bobby Brooks e Nigel Browne, dell’entourage di Eric Clapton, e Colin Smythe, una delle guardie del corpo dello stesso. Oltre al fatto di cronaca in sé e per sé, l’incidente che si portò via una delle chitarre blues più personali e avvincenti della storia del genere, ricorda sinistramente un altro evento di cui abbiamo già parlato: lo schianto dell’autobus su cui viaggiavano i Metallica, in cui morì il bassista Cliff Burton.Cosa hanno in comune?

Come è morto Stevie Ray Vaughan?

Come dichiarato in seguito dallo stesso Clapton, alla fine del concerto del 27 Agosto 1990 all’Alpine Valley Music Centre, si trovavano tutti dietro le quinte, lui, Stevie, suo fratello Jimmie e sua moglie, quando avevano appreso di un posto libero su uno degli elicotteri. Solo per un caso, Stevie aveva chiesto di poter prendere il posto di Clapton (fortuitamente salvandogli la vita come Cliff Burton con Kirk Hammett) morendo poco dopo il decollo, nello schianto del velivolo contro una collina. La causa fu imputata alla scarsa visibilità dovuta alla nebbia e all’inesperienza del pilota in simili condizioni atmosferiche. La notizia venne riportata solo il giorno dopo quando tutti, accorgendosi che il mezzo non era arrivato a destinazione, si resero conto della disgrazia. Stevie Ray Vaughan venne seppellito il 31 Agosto del 1990 al Laurel Land Memorial Park di Dallas accanto a suo padre, morto lo stesso giorno di quattro anni prima.

Cosa è successo dopo la morte di Stevie Ray Vaughan?

Dopo la sua scomparsa vennero pubblicati vari album, tra i quali una sola raccolta di brani registrati in studio inediti, degna di lode anche solo per la magnifica interpretazione di Little Wing di Jimi Hendrix. Nel 1992 inoltre la Fender lanciò sul mercato una linea di chitarre chiamate Stevie Ray Vaughan Signature Stratocaster, progettate assieme al musicista poco prima della sua morte. La chitarra prende direttamente ispirazione dalla preferita di Stevie, che lui chiamava Number One o First Wife. Chitarrista completamente autodidatta senza conoscenza della teoria musicale, Vaughan era approdato ad uno stile unico, dai fraseggi veloci e ripetuti, alternati ad assoli lenti e melodici. Le sue radici affondavano direttamente nel Blues, nel Rock e a nel Jazz, con uno sguardo preferenziale ai suoi due più importanti modelli: Albert King e Jimi Hendrix.

Una frase famosa recita, “Solo per la morte noi siamo insostituibili”. Disgrazie come questa e quella di Cliff Burton ci fanno interrogare a lungo sugli scherzi del destino, sulla casualità che governa le nostre vite. Questione di scelte, di scambi, di attimi e vita e morte possono confondersi, salvando uno e portando via un altro.

Ci si può allora chiedere: casualità o destino già segnato?

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.