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Mötley Crüe: le rivelazioni shock del batterista Tommy Lee

Che i Mötley Crüe siano una delle band più controverse e selvagge della storia del rock è cosa nota. Il film-documentario The Dirt non ha fatto altro che diffondere la leggenda del gruppo anche all’immaginario di chi non li conosceva. Uno dei più ribelli dei Mötley Crüe è sicuramente Tommy Lee – batterista e co-fondatore dell’hair metal band. Coinvolto in un botta e risposta con domande sul suo passato e la sua carriera, Lee ha raccontato di una vita libera, vissuta perennemente sul filo del rasoio. Il batterista ha fatto delle rivelazioni shock sui Mötley Crüe e sul suo passato da rockstar.

L’incontro con Mick Jagger e i disastri sul palco

Anche le rockstar hanno i loro idoli. E lo dimostra apertamente Tommy Lee quando racconta del suo incontro con Mick Jagger – leggenda dei Rolling Stones. “Ho incontrato Mick Jagger, nella sua stanza d’albergo a Las Vegas nel ’95 – ha rivelato il batterista dei Mötley Crüe Non riuscivo a parlare! Ero diventato quel tipo, quello che odiamo. […] Avevo incontrato un sacco di persone che ammiravo, come i Queen, ma niente era paragonabile. […] Pensavo solo “Cavolo, è Mick Jagger ragazzi!”.

La vita delle rockstar – soprattutto in band come i Mötley Crüe – è prevedibilmente piena di eventi straordinari e pericolosi. Tommy Lee rivela un dei disastri da palco più gravi che gli siano mai successi mentre suonava. “A Parigi per il Girls Girls Girls Tour, la batteria era dentro una di quelle gabbie rotanti – ha iniziato a raccontare il batterista dell’hair metal bandAvevamo abbastanza potenza e elettricità per farla ruotare sei volte […] Ma quella volta continuò a girare […] I ragazzi vennero a liberarmi…15 minuti dopo”.

Quella volta che sfiorò la morte

Durante l’intervista al batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee – viene fatta la domanda riguardo alla peggiore esperienza avuta con un fan ossessivo. Il musicista racconta di una volta a New York mentre stava passeggiando con il proprio cane. “All’improvviso vedo questo tipo corrermi incontro con una mia figura di cartone a dimensione umana. […] C’era il traffico, le strade piene di gente, questo ragazzo viene verso di me e io penso “amico, non ora” […] E’ stato molto imbarazzante!”. Nonostante la figuraccia provocata dal cartonato a dimensione naturale, Tommy Lee confessa che niente fu paragonabile alla volta in cui sfiorò la morte.

Il batterista dei Mötley Crüe stava facendo skydiving ed era attaccato al proprio istruttore. “Ho sentito “oh cavolo”, mi sono girato e ho visto che il paracadute era bloccato. Lui stava combattendo e tirando le corde – racconta Tommy Leee ho pensato “Ecco, sono fregato, è finita”. La rivelazione shock sulla morte sfiorata non gli fa perdere tuttavia il suo ottimismo. “Ho questo tipo di spiritualità che mi spinge a pensare “Non posso fare nulla ora, quindi mi godrò la caduta libera finché non toccherò il terreno”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.