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Queen, “News of the world”, una delle più grandi scommesse di Freddie Mercury e soci

Sono passati quarantatré anni dall’uscita del disco News of the World dei Queen. Fu pubblicato il 28 ottobre del 1977 dalla EMI, dopo che il gruppo ha ricevuto una serie di critiche per l’album precedente. Il successo era però assicurato: all’interno ritroviamo pezzi storici come We will rock you e We are the champions, diventati dei veri e propri inni. Ma questo ancora, i Queen non lo sapevano. Si piazzò sin da subito, vincendo addirittura quattro dischi di platino negli Stati Uniti e vendendo milioni di copie nel resto del mondo. L’album fu un po’ una scommessa per il gruppo, che credette di essersi allontanato un po’ troppo dalle ”origini”. La scommessa dei Queen allora, che ha fatto bene sia a loro, che al pubblico.

 

Produzione e antefatti

La registrazione dell’album si è svolta fra i mesi di luglio e settembre, nel Regno Unito. Dopo la produzione del caposaldo delle loro opere, A Night at the Opera, avevano lasciato sì un solco fra il pubblico e la critica, ma si erano molto allontanati da quello che offriva il panorama musicale di quel periodo. Paradossalmente, il gruppo è definito ”noioso”. Non a caso in questo album mancano tracce lunghe come la famosissima Bohemian RhapsodySi aggirano tutte intorno ai tre minuti, tempo canonico di produzione e di lancio. Unica eccezione It’s Late, il singolo di Brian May. Cosa distingue quest’album dal precedente? Innanzitutto è il gruppo stesso a capire di dover ritornare sui propri passi: in quegli anni le produzioni erano molto dirette e semplici. L’aggettivo ”semplice” d’altronde, ha poco a che fare con i Queen che siamo abituati a ricordare. La scommessa dei Queen fa parte di un loro processo evolutivo: via le produzioni pensate e sovrapposte, per un rock diretto e incisivo.

I singoli

All’interno di questo album ritroviamo quattro singoli che hanno fatto la storia della musica e naturalmente, anche quella del gruppo. I primi sono We are the champions e We will rock you estratti nello stesso anno di produzione, mentre Spread your wings e It’s Late saranno estratti l’anno successivo. Riuscirono a distinguersi sin da subito: sono pezzi brevi, semplici, ma allo stesso tempo ricercati e ben pensati. Curioso come We are the champions sarebbe dovuto essere parte del disco A Night at the opera ma Freddie preoccupato per la distanza di musicalità, lo espunse e lo aggiunse a quest’album. Un inno trionfale, indiscutibilmente, che sempre più spesso sarà usato come chiusura dei loro concerti. We will rock you invece è forse quello più semplice e ”pulito” dal punto di vista compositivo: il ritmo è facilmente simulabile e riconoscibile cosa che riusciva ad attirare l’attenzione di chi ha avuto la fortuna di assistere ad un loro concerto. Il terzo invece, ha la particolarità di non avere né cori né altre ricercate armonie al suo interno. Scritto da John Deacon è il primo singolo di questo genere ad essere pubblicato. Che la scommessa dei Queen sia stato più che un successo, a questo punto, non ci sono dubbi.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)