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Nirvana, il vero significato della canzone Lithium

Il 24 Settembre del 1991 i Nirvana finiscono prepotentemente sotto la luce dei riflettori con la pubblicazione del loro album di maggior successo: Nevermind. Mesi dopo Kurt Cobain e soci rilasciano come singolo il terzo estratto del lavoro discografico, ovvero Lithium. La canzone fu scritta dal frontman in persona e a lui è indissolubilmente legata. Prescindendo dal grande successo commerciale e di critica che ebbe, collateralmente all’intero Nevermind, scopriamo in questo articolo il vero significato di Lithium.

NEVERMIND, IL SIGNIFICATO DEL TITOLO LITHIUM

Come detto poco sopra, il testo del terzo estratto di NevermindLithium – è stato scritto da Kurt Cobain in persona. Il titolo farebbe riferimento all’utilizzo del litio come stabilizzatore dell’umore. Fatto questo che non ha mancato di suscitare numerose controversie e discussioni. Secondo alcuni il frontman dei Nirvana sarebbe stato affetto da disturbo bipolare e quindi Lithium avrebbe potuto far riferimento alla cura adottata per la malattia.

Tuttavia ad oggi rimangono ancora punti oscuri riguardo alla corretta interpretazione del pezzo di Nevermind. E alle reali intenzioni comunicative di Kurt Cobain. Prima di indagare ulteriormente sulla questione vediamo in che modo Lithium influì sulla composizione e l’assetto della formazione dei Nirvana.

KURT COBAIN, LA FINE DEL RAPPORTO CON CHAD CHANNING

Stando a quanto riportato nel libro Classic Rock Albums: Nevermind del 1998, le sessioni di registrazione di Lithium avrebbero segnato il momento di svolta nel rapporto tra Kurt Cobain e Chad Channing. Come ormai è noto infatti, poco dopo Dave Grohl sarebbe entrato ufficialmente nei Nirvana per prenderne il posto dietro il drum kit. Il frontman non era infatti soddisfatto del modo di suonare di Channing e dovette chiedergli espressamente di attenersi all’arrangiamento che lui aveva scritto per Lithium.

LITHIUM, LA STORIA DELLA CANZONE DI NEVERMIND

Per quanto attiene alla storia che si nasconde dietro il testo di Lithium invece, Kurt Cobain svelò che parlasse di un uomo distrutto dal dolore per la morte della propria ragazza. Il protagonista si era affidato e aveva trovato sollievo nella religione “come ultima ancora di salvezza prima del suicidio”. Per quanto il personaggio fosse inventato, sempre il cantante ammise di aver inserito degli elementi personali nella canzone di Nevermind.

Questa constatazione ha spinto molti ad interpretare Lithium dal punto di vista del disturbo bipolare e dello stabilizzatore di umore. Secondo gli stessi, il protagonista del brano sarebbe in realtà affetto da una malattia mentale. Lo dimostrerebbero versi come “I’ve found my friends, they’re in my head”. Tuttavia sia questo sia il fatto che Kurt Cobain potesse soffrire di bipolarismo non sono mai stati chiariti del tutto.

LE PAROLE DELLA CUGINA DI KURT COBAIN

A supportare la tesi del disturbo bipolare intervenne anche la cugina di Kurt Cobain, Beverly, come riportato da Radio X. La ragazza confermò implicitamente in un’intervista che il cantante soffrisse in effetti di quella malattia. “Come Kurt indubbiamente sapeva bene, il disturbo bipolare è molto difficile da gestire – avrà infatti a dire – una diagnosi corretta è cruciale. Purtroppo per Kurt, l’osservanza di un trattamento appropriato è altrettanto cruciale”.

La versione riportata dal cantante dei Nirvana era nettamente diversa, stando a quello che riferì lui stesso a Musician Magazine nel Gennaio del 1992. “E’ un’altra storia che mi sono inventato, ma vi ho messo alcune esperienze personali, come lasciarsi con le ragazza e avere brutte relazioni. Sentire quel vuoto mortale che la persona nella canzone sta sentendo – molto solo, malato”. Questo senso di vuoto in Lithium viene in parte colmato dalla religione. “Ho sempre pensato che alcune persone abbiano bisogno della fede nelle loro vite – confermò il cantante di Nevermind e va bene. Se serve a salvare qualcuno, va bene. E la persona in Lithium ne aveva bisogno”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.