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5 canzoni dei Pearl Jam (poco conosciute) ma che tutti dovrebbero conoscere

I Pearl Jam sono tornati da qualche tempo sotto la luce dei riflettori per la prossima uscita del loro undicesimo album in studio, Gigaton. Il rilascio – previsto per il 27 Marzo 2020 – è stato anticipato da alcuni singoli. Ma ora, con l’attuale crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19, il futuro delle esibizioni live e del tour promozionale della band è sicuramente a rischio. Per celebrare la carriera di Eddie Vedder e soci e festeggiare la pubblicazione di Gigaton, andiamo oggi alla scoperta di 5 canzoni dei Pearl Jam – poco conosciute – ma che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta.

PEARL JAM, CARRIERA E BRANI CAPOLAVORO

In circolazione dal 1991, i Pearl Jam hanno conquistato notorietà e consacrazione internazionale nell’arco di una carriera molto prolifica. Con dieci album alle spalle – e un undicesimo, Gigaton, in uscita il 27 Marzo 2020 – la band di Eddie Vedder ha dato alle stampe dei brani capolavoro. Canzoni come Black, Jeremy, Alive e Just Breathe sono diventate delle vere e proprie hit – e delle pietre miliari nella discografia della band.



Eppure, nel grande archivio di dischi e tracce composte dai Pearl Jam, ci sono altri lavori troppo spesso sottovalutati e quindi poco conosciuti.

PARACHUTES, PEARL JAM, 2006

Parachutes è la sesta traccia dell’ottavo album della band capitanata da Eddie Vedder. Il lavoro discografico – pubblicato il 2 Maggio del 2006 per la J Records – è conosciuto anche come The Avocado Album, per via della copertina sulla quale è ritratto l’iconico frutto. Il testo in questione – non molto citato nella discografia dei Pearl Jam e ancor meno eseguito live dalla band – ha il testo di Vedder e la musica di Stone Gossard.



Con alcune delle parole più emozionanti e suggestive di Eddie Vedder, Parachutes è una ballata che – negli anni – non è riuscita a emergere accanto ad altre ben più famose, come Black. Eppure ci troviamo di fronte ad un brano che merita sicuramente attenzione e un ascolto più approfondito.

UNDONE, LOST DOGS

Undone – canzone dei Pearl Jam del 2002 – viene originariamente pubblicata come lato B di I Am Mine. Salvo poi venir inclusa, l’anno successivo, nella raccolta Lost Dogs. Sicuramente citata pochissimo accanto alle hit della band, Undone è stata eseguita live forse un paio di volte. Non abbastanza per ricordarsene, comunque. Ci troviamo di fronte ad un pezzo più inquadrato su suggestioni alternative/indie – che accompagna l’ascolto e sarebbe perfetto per mettersi on the road.

INSIGNIFICANCE, BINAURAL, 2000

Torniamo un pò indietro nel tempo, fino all’album Binaural del 2000. Insignificance ha l’aria aggressiva e graffiante dei primi Pearl Jam – un’anima punk che ritroviamo tanto nel testo quanto nella melodia. Eddie Vedder – autore della canzone – disse che il suo intento morale era quello di criticare l’inefficacia della lotta politica.

“Bombs…dropping down…/ Overhead…underground…/ It’s instilled…to wanna live – canta infatti il frontman dei Pearl JamBombs…dropping down…/Please forgive our hometown…/In our insignificance”.

MARKER IN THE SAND, PEARL JAM, 2006

Sempre 2006, sempre The Avocado Album. La quarta canzone presa in esame è Marker in the Sand – con la musica del chitarrista Mike McCready e le parole di Eddie Vedder. Anche questo brano – come molti altri nella discografia dei Pearl Jam – si regge in bilico su quesiti morali e religiosi. In bilico come il protagonista che “cammina su una fune alta, sospesa sopra il terreno della morale”.

Un segno lasciato agli uomini, che si è ricoperto di sabbia ed è andato perduto. Un insegnamento, una verità originaria che è stata dimenticata o interpretata male.

MAN OF THE HOUR, BIG FISH, 2003

E infine l’ultima, delle canzoni dei Pearl Jam poco conosciute, è Man of the Hour. Il pezzo uscì come singolo nel Novembre del 2003, ma Eddie Vedder la compose originariamente per la colonna sonora del film Big Fish – Le storie di una vita incredibile. Dalla morte di Johnny Ramone, la canzone è dedicata a lui.

Stando alle parole dello stesso cantante, Man of the Hour è concettualmente legata ad un’altra canzone – presente nell’album Pearl Jam del 2006. Parliamo di Come Back. Nel primo pezzo infatti, viene narrata la storia di un giovane che dice addio al padre. E nel secondo, lo stesso giovane, parla con la salma dell’uomo.



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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.