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Pearl Jam: Eddie Vedder rivela i suoi album preferiti

Eddie Vedder, meglio conosciuto come il cantante e Leader della Grunge Band statunitense dei Pearl Jam è un compositore, cantautore e polistrumentista eccezionale come pochi. L’amore che Vedder reca nei confronti della musica va oltre l’immaginabile, divenendo parte fondamentale della sua personalità. È questo che, insieme a una grossa dose di talento e una altrettanto consistente di carisma, ad averlo consacrato come una delle figure più importanti nella storia della musica.

Prima di svettare sulle classifiche di tutto il mondo insieme ai suoi Pearl Jam, Eddie Vedder lavorava part time in un distributore di benzina. Erano gli anni ’80 e il giovane Vedder cercava di racimolare qualche soldo utile affinché potesse proseguire con la sua innata passione per la musica. Eddie cominciò a muovere i primi passi verso l’industria e, col senno di poi, verso il successo, quando è apparso come ospite ad un concerto del gruppo dell’iconico Chris Cornell che, al tempo, militava nei Temple Of The Dog. L’evento assunse una funzione battesimale per Vedder, che da allora; cominciò a non avere mai abbastanza del palco e, soprattutto, del pubblico.

Intanto, i Pearl Jam esistevano già e, avevano fatto da poco capolino sulla scena musicale. Eddie Vedder, che in quegli anni aveva accumulato numerose conoscenze che, poco dopo, avrebbero fatto la differenza nella carriera della band, strinse amicizia con Mike McCready, chitarrista del gruppo, grazie al quale, più tardi, fu invitato ad esserne il cantante. Ovviamente, il resto è storia.

Eddie Vedder parla delle più grandi influenze dei Pearl Jam

Eddie Vedder non si è mai mostrato indisposto a rivelare la sua ammirazione nei confronti, non solo dei mostri sacri del Rock, ma sorprendentemente, dei colleghi suoi contemporanei che, negli anni d’oro dell’Alternative, affollavano la scena musicale, anch’essi, alla ricerca del successo. Personalmente, Eddie Vedder si è detto particolarmente avvezzo all’ascolto di artisti come Bruce Springsteen, Joe Strummer, Black Francis ed Henry Rollins.

Intervistato da Discogs riguardo le sue scelte, Vedder ha rivelato di aver avuto alcuni attimi di esitazione, dettati dalla paura di demistificare alcune delle opere che, il cantante, avrebbe potuto involontariamente omettere.  Le nostre influenze compongono ciò che siamo. Avere una visione d’insieme pura è molto raro. Anche Daniel Johnston, a volte, può suonare come i Beatles”, ha spiegato Vedder. “Questo si pone alla base del problema che mi attanaglia da sempre. Le prime band che costruirono il Seattle Sound degli albori, non sapevano diluire abbastanza le loro influenze”.

Quali sono gli album preferiti da Eddie Vedder?

Al di la della titubanza, Vedder è riuscito a mettere insieme 13 album che considera essenziali lungo il suo percorso musicale. La scelta include band pietre miliari del Rock come i Beatles, gli Who, i Ramones e i Soundgarden. Sorprendente, invece, la presenza di artisti come i Jackson 5 e Jim O’Rourke.

Andando avanti con il colloquio, il leader dei Pearl Jam ha esplicato forte ammirazione nei confronti di Black Francis e dell’immensa padronanza che, l’artista, aveva sulla sua voce “Black Francis trasmetteva pura libertà attraverso la voce. Era fantastico”, ha detto. Vedder, ha chiuso la sua lista con Surfer Rosa dei Pixies, spiegando quanto, questi, siano stati, per lui, fondamentali.

Riferendosi a Nighthawks At The Diner di Tom Waits, Vedder ha aggiunto di amare il fatto di non essere mai riuscito a categorizzare la sua musica. Sembra che le sue canzoni si trasformino continuamente. Dissezionarle significa affrontare una serie di cambi d’accordi impercettibili che le rendono semplicemente impossibili da replicare. La sua musica è un letto meraviglioso per adagiare la voce”.

Di seguito, l’elenco completo dei dischi scelti dal cantante dei Pearl Jam:

  • The Jackson 5 – Third album
  • The Beatles – The Beatles
  • The Who – Tommy
  • Ramones – Road To Ruin
  • Talking Heads – More Songs About Buildings And Food
  • Various – Music And Rhythm
  • Sonic Youth – Daydream Nation 
  • Jim O’Rourke – Insignificance
  • Fugazi – 13 Songs
  • Soundgarden – Screaming Life / Fopp 
  • Mudhoney – Mudhoney
  • Tom Waits – Nighthawks At The Diner
  • Pixies – Surfer Rosa

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)