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Pearl Jam, le peggiori cover dei brani della band di Eddie Vedder

I Pearl Jam hanno sempre amato realizzare ed esibirsi in cover di altri artisti di spicco del panorama internazionale. Emblematico il fatto, ad esempio, che chiudano molti dei loro show con il brano Rockin’ in a Free World di Neil Young. Oppure come non citare la versione di Last Kiss di Wayne Cochran, ad oggi uno dei loro più grandi successi commerciali. Accanto ad opere di pregio della band, come anche Baba O’ Riley degli Who, ci sono però anche lavori di altri artisti assolutamente non riusciti. Vediamo quindi in questo articolo le peggiori cover dei brani della band di Eddie Vedder.

COURTNEY LOVE, JEREMY

Al primo posto di questa breve classifica su alcune delle peggiori rivisitazioni dei brani dei Pearl Jam troviamo Courtney Love – aka vedova di Kurt Cobain – con Jeremy. La cantante e storica frontman delle Hole ha ammesso di amare molto il brano di Eddie Vedder e soci e di averlo ascoltato spesso anche mentre era incinta di Frances Bean Cobain. Deve essere stato questo fatto a spingerla, anni dopo e di nuovo con le Hole, a realizzare una cover del brano di Ten.

Il risultato è stato accolto molto freddamente, soprattutto dal pubblico e dai fan dei Pearl Jam. Una cover decisamente bocciata.

NICKELBACK, EVEN FLOW

Al secondo posto di questa classifica sulle peggiori cover realizzate su alcuni brani di successo dei Pearl Jam troviamo quella dei Nickelback. Una formazione che già di per sé possiede la fama di band più odiata e sbeffeggiata del panorama rock. Una nomea che sicuramente non ha aiutato questa rivisitazione a conquistare un’ottima posizione nelle preferenze del pubblico e dei fan.

Il brano coverizzato da Chad Kroeger e soci è comunque Even Flow, pezzo di grandissimo successo, contenuto sempre nell’album di debutto Ten del 1991. La canzone unisce un riff composto da Stone Gossard alle parole di Eddie Vedder, che parlano della mancanza e dell’assenza di una casa.

ELISA E LIGABUE, WISHLIST

Al terzo posto sulle peggiori cover dei brani dei Pearl Jam realizzati e rivisitati da altri artisti e rockband, troviamo Wishlist cantata dagli italiani Elisa e Ligabue. Nel 2007 i due, da sempre grandissimi fan della band capitanata da Eddie Vedder, si esibirono nello storico pezzo a Villa Manin. Un fuoriprogramma poco riuscito che sicuramente non rese giustizia alla bellissima canzone contenuta nell’album del 1998 Yield.

Il pezzo suonato dal vivo al The Late Show with David Letterman per promuovere l’album è confluito anche nella raccolta Rearviewmirror: Greatest Hits 1991-2003. Nelle versioni live al testo normale di Wishlist viene solitamente aggiunta una parte improvvisata, alla quale spesso segue un altro pezzo, come Why Can’t I Touch It dei Buzzcocks.

P.O.S., WHY GO

Concludiamo questa breve classifica sui Pearl Jam di Eddie Vedder con una versione decisamente inusuale di Why Go, brano di nuovo contenuto nella tracklist dell’album di debutto Ten.

Si è detto versione inusuale perché è stata realizzata dal DJ Stafon Alexander in arte P.O.S. Un progetto che forse si sarebbe potuto rivelare migliore di quello che poi è stato veramente. Un’iniziativa forse più buona a livello ideale che nella sua attuazione pratica.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.