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Perché Freddie Mercury è il miglior interprete di sempre?

La voce di Freddie Mercury rappresenta, senza ombra di dubbio, uno dei punti più alti ed emblematici nella storia della musica e della cultura mondiale. Il frontman dei Queen ha saputo trasporre alla perfezione il suo talento innato nella musica, rendendola una colonna sonora per intere generazioni.

Freddie Mercury usava la sua voce in modo straordinario ed è per questo che, il grande cantante è stato oggetto di studio da parte di un team di ricercatori europei che hanno condotto dei test mirati a capirne, non solo l’unicità, ma soprattutto il funzionamento.

Le conclusioni della ricerca sono state pubblicate attraverso un articolo di “Logopedics Phoniatrics Vocolagy” , in italiano: “Logopedia, foniatria e vocolagia”. Intitolato ” Freddie Mercury – Analisi acustica delle frequenze principali della sua voce, frequenze, vibrato e subarmoniche”. I ricercatori non sono riusciti a confermare il fatto che Freddy avesse un’estensione vocale di quattro ottave, ma hanno rivelato che; nonostante il cantante fosse stato più volte indicato come tenore fosse; in realtà, un baritono.

Per comprendere a fondo le dinamiche della voce di Freddie Mercury, gli scienzati hanno deciso di convocare il cantante canadese Daniel Zangger-Borch come “controfigura”; poiché in grado di riprodurre molto fedelmente la voce del cantante dei Queen. Grazie a questo studio, il team ha capito che Freddie Mercury fosse in grado di usare le subarmoniche; ossia una tecnica molto utilizzata nei canti etnici e, che le sue corde vocali si muovessero ad una velocità superiore alla media.

La voce di Freddie Mercury non dipendeva dalla sua cavità orale

Le speculazioni creatisi; soprattutto dopo il biopic sulla vita di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody, riguardo il fatto che la poderosa voce del cantante dei Queen fosse causata dalle deformazioni cui la sua cavità orale era soggetta; si sono rivelate assolutamente false sotto ogni aspetto. Ad affiancare il team di ricercatori che hanno fatto luce sul funzionamento e sulla manipolazione magistrale che Freddie esercitava sulle sue corde vocali, un gruppo di odontoiatri specializzati nelle malformazioni dentali.

Nonostante lo stesso Mercury avesse sempre attribuito innanzi all’opinione pubblica, il suo range vocale all’estensione anomala della sua cavità orale; gli studiosi hanno confutato ogni tesi in merito spiegando che; nonostante il fatto che Freddie Mercury avesse quattro incisivi in più fosse un fatto ben poco comune, soprattutto nella sua comunità d’appartenenza; negli anni sono comparsi diversi casi che presentavano malformazioni simili alla sua e che; questi, non riscontravano alcun cambiamento particolare nella propria estensione vocale.

La sua voce fu il motivo del successo dei Queen

L’immensità con cui Freddie Mercury è riuscito a trasportare e coinvolgere milioni di persone nel corso degli anni, consacra il cantante dei Queen all’Olimpo dei grandi del Rock. Scrivere interi capitoli di una storia immensa e meravigliosa come quella della musica è, sicuramente, monito di dedizione e passione assoluta nel ricoprire il proprio ruolo. Sebbene i membri dei Queen fossero, individualmente, dei musicisti eccezionali ai quali dobbiamo la stesura di brani iconici che, ancora oggi, vengono proposti in occasione di eventi sensazionali e significativi; il senno di poi ci permette di affermare senza remore alcuna che il carisma con il quale Freddie Mercury affrontava le platee; l’amore che provava nel soddisfare totalmente i suoi spettatori e l’energia che la loro partecipazione gli infondeva, hanno reso i Queen il ruggente fenomeno di costume che sono oggi.

Freddie Mercury metteva tutto sé stesso nella sua opera, impiegando anima e corpo in ciò che più lo gratificava ed a cui, ha consacrato una vita intera. Perseguire i propri obiettivi è sempre stata la priorità principale di Freddie che, tuttavia, ha saputo lasciare uno spazio molto importante nella sua vita per coloro che gli sono rimasti accanto nei momenti più bui e tragici antecedenti ad una morte serena quanto desolante dato che, con la sua dipartita, l’umanità ha perso un patrimonio inestimabile; preservandone, tuttavia, eternamente il glorioso lascito.

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)