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12 maggio 1967: i Pink Floyd e quel concerto che fece la storia

I Pink Floyd sono una delle band più particolari ed amate del panorama musicale. La loro particolarità riguarda soprattutto le atmosfere che la loro musica è sempre stata in grado di creare. Sia nella Syd Barrett Era sia dopo sono stati in grado di distinguersi per l’originalità delle sonorità utilizzate e per i testi profondi e autentici. Le loro performance live sono entrate nella storia. Oggi ricorre l’anniversario di una delle più importanti: il 12 Maggio 1967 i Pink Floyd si esibivano alla Queen Elizabeth Hall.

I live dei Pink Floyd sono entrati nella storia

I concerti dei Pink Floyd sono importanti, in quanto hanno definito gli standard di performance rock anche attuali in maniera del tutto innovativa. A partire dalla qualità del suono, fino agli effetti pirotecnici. La musica era sicuramente l’aspetto fondamentale dei loro concerti, ma la arricchivano con effetti speciali unici: suoni provenienti dalla natura, spettacoli di luci, ecc. Ad esempio il così detto “Mr Screen”, un grande pannello di proiezione circolare apparso per la prima volta durante le esibizioni di Dark Side of the Moon nel 1974. E ancora si usavano le palle da discoteca, palloncini, pareti altissime, ecc. Ricordiamo con un altro esempio interessante: nel tour del 1973 per promuovere The Dark Side of the Moon venne fatto volare sul pubblico un modello di aereo su larga scala, che si schiantò sul palco con un’esplosione spettacolare, effetto che venne usato anche per altri concerti.

Il concerto al Queen Elizabeth Hall e la quadrifonia

Quando i Pink Floyd si esibirono al Queen Elizabeth Hall venne fatta la storia dei concerti in Gran Bretagna e non solo. Infatti, si tratta del primo concerto con un sistema audio quadrifonico. Per quadrifonia si tende un modo di registrare e riprodurre il suono attraverso quattro flussi sonori (da qui il nome) riprodotti ognuno da un diverso diffusore: uno sulla sinistra e uno sulla destra rispetto all’ascoltatore e due diffusori (sempre uno a sinistra e uno a destra) alle spalle dell’ascoltatore. Usarono quindi un Surround, che di norma veniva utilizzato soprattutto nei film (il primo esempio è il film Fantasia della Disney, del 1940). I Pink Floyd ebbero il merito di usarlo per la prima volta in un concerto. Questa loro famosa performance venne chiamata “Games for May“, in quanto la canzone See Emily Play era nota con questo nome, visto che recita proprio:

“Free games for May
See Emily play”. 

Lo spettacolo si concluse con delle bolle e fu ricco anche di giochi di luci. Toby Manning disse su The Underground del concerto che era come un rilassamento dell’era spaziale per il climax della Primavera, composizione elettronica, proiezione di colori e immagini. 

La scaletta del concerto

Ancora una volta, come sarà loro abitudine, i Pink Floyd aprirono il concerto con un nastro di suoni della natura e di animali. La scaletta fu la seguente:

  • Dawn
  • Matilda Mother
  • Flaming
  • The Scarecrow
  • See Emily Play
  • Bike
  • Arnold Layne
  • Candy and a Currant Bun
  • Pow R. Toc H.
  • Interstellar Overdrive
  • Bubbles
  • Ending
  • Lucifer Sam

Gran parte delle canzoni era composta da Syd Barrett.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.