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Pink Floyd, il significato del brano “Is There Anybody Out There?”

The Wall dei Pink Floyd è indubbiamente uno dei loro successi più grandi.  All’interno ritroviamo brani miliari del gruppo come “Another Brick in the Wall”, con le sue tre parti. La varietà e l’intensità di quest’album hanno coinvolto intere generazioni e ancora oggi continuano a farlo. Il concept dell’album si incastra perfettamente con le varie canzoni e con il loro senso. Inoltre il il tema stesso, quello della chiusura, del muro, ha permesso alla band di fare dei veri e propri spettacoli durante i loro concerti. Veniva infatti costruito un muro fatto di polistirolo e oltre ad essere dei cantanti, i membri diventavano dei veri e propri personaggi sul palco. Contenuta in questo album “Is There Anybody Out There”, ecco il suo significato.

Il concept di “The Wall”

La trama dell’album vede come protagonista Pink, un artista segnato da una serie di brutti eventi che gli hanno scalfito l’esistenza. Ha perso il padre, aveva un pessimo rapporto con la madre e una serie di problemi a scuola. Questo l’ha portato a chiudersi in se stesso ed è per questo che la base di tutto l’album è il muro. Quel muro isola Pink da qualsiasi agente esterno e quel che ciò che sente è angoscia e dolore. Al limite della paranoia, capirà che la scelta migliore è quella di analizzarsi, anche da solo. E’ così che vengono giocati i brani all’interno. Ognuno di questi porta un significato preciso che viene costruito sin dall’inizio. Oltre all’analisi di sé vi è anche l’analisi di altri soggetti come la madre, il maestro e la moglie. L’album si chiuderà infine con un album che segna la difficoltà nel mantenere un profilo mentale sano.

Il significato di “Is There Anybody Out There?”

Il brano è posto in successione a Hey You e sarà seguito da Nobody Home. In verità è come se fosse privo di un apparato testuale, in quanto la canzone è prevalentemente una produzione strumentale. Siamo nel punto dell’album in cui Pink si trova dietro il muro e chiede insistentemente se c’è qualcuno fuori. Già in “Hey You”  Pink chiede se qualcuno lo sente o se qualcuno può toccarlo, come se avesse difficoltà nel percepissi. Adesso che il muro è completo, adesso che è in piedi  è come se con la sua continua domanda stesse testando la sua permeabilità. Si sente davvero qualcosa attraverso quei mattoni? “Is There Anybody Out There?” potrebbe anche mettere in difficoltà a livello di codificazione, vista la mancanza di un testo articolato. L’intonazione della domanda inoltre, sebbene impercettibilmente, cambia sempre e va verso l’incredulità e la frettolosità. Invero, forse è stata scelta oppositamente diversa dal retro delle tracce in quanto – come detto dal cantante- questa canzone deve creare atmosfera. Basta pensare anche all’eco del “…we fall” che proviene da Hey You e il suono di sirene che la avvolge. L’importanza del brano sta tanto nell’assenza di testo quanto nella centralità all’interno dell’album, visto che segnala un forte processo introspettivo.  

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)