18 January, 2021, 22:25

Pink Floyd, la storia e il significato di Mother

1979. I Pink Floyd chiudono il decennio con uno dei loro album più famosi: The Wall. La storia di Pink, ormai più che nota, si costruisce, prende forma, si insinua tra tutti quei mattoni. Un rapporto distorto con il mondo, con gli affetti, con le cose che reputa più care, che lo porterà a chiudersi -letteralmente- dentro il suo stesso muro. Quello che affligge Pink è ciò che affligge l’uomo, in misura più o meno minore, ma il gruppo riesce a raccontarlo con ottima maestria, creando un vero e proprio continuum tra le tracce. Un album di successo, più che apprezzato, che racchiude il cuore e la vita di un uomo. Una delle tracce di The Wall è Mother, anche questa molto apprezzata. Il riferimento è più che chiaro: è una canzone per la madre di Pink, centrale nella sua “costruzione” del muro. Qui Mother dei Pink Floyd.

Come si colloca Mother dei Pink Floyd all’interno dell’album?

Personaggio principale, la madre di Pink. E’ purtroppo annoverata tra quelle figure che lo hanno rilegato, portato a soffrire. Con lei possono essere citati il maestro così come la moglie o eventi traumatizzanti come la morte del padre. Pink diventa il riflesso di ciò che è stato, di quello che è successo e trova rifugio -ma anche dolore e angoscia- nel suo muro, che per quanto sia metaforico, è per lui reale. The Wall però ha un concetto alla base e così deve essere letto. Mother viene inserita dai Pink Floyd nella prima parte del primo disco. Chiude, in poche parole, il Lato A. Ma perché? Lo fa perché quella parte di album è un’introduzione sull’infanzia e la prima giovinezza di Pink. Il protagonista a questo punto è diventato una rock star e sta cercando di analizzare il rapporto che intercorreva con la madre. L’esito della sua analisi è il significato stesso dalla canzone.

Qual è il significato della canzone?

Come già detto -come l’album d’altronde- questa canzone è frutto di un processo di analisi, più che profonda. La figura materna è quasi invocata tra quelle righe, con una posizione di spicco, anaforica. Un sospiro di sollievo apre la traccia e l’accompagnamento iniziale è costituito da una chitarra acustica. Il tutto parte in maniera molto calma, per poi andare incontro ad un crescendo come -forse cresce- anche l’angoscia di Pink.

Il padre di Pink è morto durante la Seconda Guerra mondiale e le attenzioni della madre sul bambino si fanno più che pensanti. Lo cresce come se non dovesse essere scalfito dal mondo esterno, diventando tra le sue cure troppo esasperanti, l’opposto di quel che sarebbe dovuto essere. La canzone si snoda come un vero e proprio dialogo genitore-figlio alternato con le voci di Water (che l’ha composta) e Gilmour, grazie al quale assume una forma. Quella di Pink è una madre che non sopporterà l’allontanarsi del figlio e che farà di tutto pur di proteggerlo dalla gente, che lo aspetterà sveglia. Il resoconto è però opposto e la mamma diventerà parte fondante della costruzione del muro, come si vede a fine brano:

“Mother did it need to be so high?”

“Madre, il muro doveva essere così alto?”

Share

Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)