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Pink Floyd: il musical The Phantom of the Opera è un plagio di Echoes?

In tantissime occasioni, nella storia della musica, abbiamo assistito a tentativi, riusciti o meno, di plagio, che sono stati osservati tra diversi artisti o in merito ad una singola canzone. Uno dei casi più celebri di accuse di plagio è sicuramente quello di Stairway to Heaven, soltanto di recente oggetto di una sentenza formulata al suo favore, ma che a lungo è stata accusata di plagio in merito al riff di arpeggio iniziale realizzato da parte di Jimmy Page. Diverso è il caso delle accuse di plagio che si verificano non soltanto nel mondo della musica, ma anche nel mondo del musical. Di sicuro, infatti, raramente ci si è trovati di fronte ad un plagio che avviene nel mondo del musical e della cinematografia, dal momento che si tratta di realtà e contesti all’interno delle quali è molto più difficile plagiare senza che ciò non sia palese. Eppure, se prendiamo in considerazione le dichiarazioni di Roger Waters e la realtà dei Pink Floyd, ci rendiamo conto che il musical The Phantom of the Opera è un plagio di Echoes, almeno nelle intenzioni della formazione. Ma che cosa c’è di vero in queste dichiarazioni e qual è la realtà del musical incriminato? Ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito.

Echoes, uno dei più grandi capolavori dei Pink Floyd

Prima di prendere in considerazione l’eventuale plagio di The Phantom of the Opera, che sarebbe stato realizzato ai danni di Echoes dei Pink Floyd, vogliamo prima sottolineare la storia di una delle canzoni più importanti che sia mai stata realizzata da parte della formazione britannica guidata da David Gilmour e Roger Waters. La sesta e ultima canzone dell’album Meddle dei Pink Floyd, è una lunga suite di 23 minuti e 31 secondi che occupa tutto il lato B dell’album e che si struttura attraverso la ripetizione della nota di pianoforte acuta, in particolar modo il sì. C’è da sottolineare come l’idea del brano si è stata incredibilmente complessa, e si sia strutturata a partire da ben 36 idee musicali differenti, che sono state fatte coincidere tra di loro per mezzo di diverse parti provvisorie che poi sono state integrate tra di loro, attraverso la realizzazione di un vero e proprio capolavoro artistico.

The Phantom of the Opera è un plagio di Echoes?

A questo punto, possiamo prendere nello specifico in considerazione l’interrogativo che si trova alla base del nostro articolo. Prima, però, di sottolineare le dichiarazioni di Roger Waters dei Pink Floyd, vogliamo inquadrare il musical del 1986, scritto da Andrew Lloyd Webber, Charles Hart e Richard Stilgoe, basato su una storia liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Gaston Leroux.

L’ideazione dello spettacolo risale ai primi anni 80, data la realizzazione di spettacoli di alto budget che hanno ottenuto diverso successo e che hanno portato i sopraccitati realizzatori del musical a concepire l’idea di un’opera magna che sottolineasse tutta la loro grande bravura. In un primo momento, il musical presentava dei testi troppo eruditi e arguti, resi romantici dalla penna di Charles Hart. Tuttavia, il grandissimo successo ottenuto da The Phantom of the Opera sarebbe fasullo, almeno secondo la realtà dei Pink Floyd e di Roger Waters. Non volendo subentrare direttamente all’interno della questione vogliamo riportarvi le dichiarazioni del leader della band, che ha affermato come The Phantom of the Opera sarebbe un plagio di Echoes dei Pink Floyd: “È la stessa scansione del tempo – è 12/8 – ed è la stessa struttura, le stesse note ed è lo stesso tutto. Bastardo. Probabilmente è fattibile (una querela)… Ma penso che la vita sia troppo lunga per prendersi il disturbo di fare causa a Andrew Lloyd Webber”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.