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Queen, Brian May e quella volta che “terrorizzò” i fan

Brian May viene considerato da esperti e semplici appassionati come uno dei migliori chitarristi della storia. Nato il 19 luglio 1947 a Twickenham, nei pressi di Londra, ha sempre legato il suo nome a quello di una delle band rock più apprezzate, i Queen, dei quali è il chitarrista. A questa attività, ha aggiunto le sue notevoli doti di cantautore e compositore e ancora oggi è molto attivo in ogni campo. Tuttavia, non sono mancati i momenti nei quali il buon Brian ha dovuto fare fronte a condizioni di salute non proprio idilliache.

Una carriera davvero straordinaria

Brian May può vantare davvero una carriera fuori dal comune, proseguita fino ai tempi nostri con notevoli soddisfazioni. Nel 1973, ha inciso il suo primo album insieme ai Queen, che porta lo stesso nome della band. Da qui è iniziata una lunga epopea insieme ai suoi colleghi Freddie MercuryRoger TaylorJohn Deacon, interrotta bruscamente nel 1991 con la morte del primo e in seguito dall’addio del terzo. Lui e Taylor continuano a portare avanti il nome del gruppo, che continua a fare concerti insieme alla voce di Adam Lambert.

Come già accennato in precedenza, oltre ad essere un affermato chitarrista, Brian May è stato un abile compositore, avendo scritto alcune delle canzoni più note della band. Da We Will Rock YouWho Wants To Live Forever, da I Want it AllThe Show Must Go On, senza dimenticare FlashTie Your Mother DownSave Me, tanti brani portano la sua firma. A tutto ciò, bisogna aggiungere il secondo posto nella classifica di Guitar World riservata ai migliori chitarristi di ogni epoca, il quinto posto di Total Guitar e il 26esimo della rivista Rolling Stone. I riconoscimenti per il suo duro lavoro non sono mancati assolutamente.

Il pericoloso collasso di Brian May

Uno dei momenti più pericolosi della lunga carriera di May risale al 1974. L’artista aveva già lavorato agli album Queen e Queen II e insieme alla sua band andò in tour come band di supporto di un altro complesso, quello dei Mott the Hoople. Prese parte a ben sei concerti all’Uris Theatre di New York, ma qualcosa non andò secondo i piani e Brian rischiò addirittura la vita.

Per iniettarsi un vaccino, Brian May non si rese conto di aver utilizzato una siringa infetta, che lo portò ad un repentino collasso. In un secondo momento, il musicista riceverà la diagnosi di un’epatite C. Ad ogni modo, Brian non si fermò. Anzi, si diede fare per collaborare al terzo disco della band britannica, Sheer Heart Attack, che conseguì ottimi risultati. Nello stesso anno, il gruppo realizzò quello che ancora oggi viene considerato il proprio capolavoro, ossia A Night at the Opera, con il quale divenne famoso a livello mondiale grazie ad un brano iconico come Bohemian Rhapsody.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)