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Queen, i messaggi subliminali nelle canzoni della band di Freddie Mercury

Non tutta la musica può essere ascoltata in modo passivo, come sottofondo di altre attività. Certi tipi di musica – come il rock – vanno ascoltati intensamente, capiti e interiorizzati. Si rischia di perdere altrimenti determinate sfumature e significati nascosti nei testi. E’ un caso lampante la discografia dei Queen – disseminata di messaggi subliminali che non tutti potrebbero percepire, ad un primo ascolto. In questo articolo scopriamo tutti i segreti e i significati nascosti nelle canzoni della band di Freddie Mercury.

ANOTHER ONE BITES THE DUST

La prima canzone presa in esame è Another One Bites the Dust – brano capolavoro dei Queen, scritto dal bassista John Deacon. Il singolo è stato pubblicato il 22 Agosto del 1980, come quarta traccia estratta dall’ottavo album in studio The Game. Another One Bites the Dust è diventato, in breve tempo, il brano più di successo del disco raggiungendo la posizione numero uno della Billboard Hot 100. Fun Fact: ad oggi la canzone è accreditata come la hit dei Queen ad aver venduto più copie nella storia della band – oltre sette milioni.

A primo impatto, il brano di Deacon non sembra avere nulla di strano. Molti fan tuttavia si sono accorti di un backmasking – ovvero un messaggio inciso al contrario nel ritornello. Il testo originale recita: “Another one bites the dust / another one bites the dust oww / another one bites the dust hey hey / another one bites the dust eh eh”. Ascoltando la traccia al contrario, sembra che Freddie Mercury canti: “Start to smoke marijuana”. Per molti si tratta di un fatto accidentale, per molti di una cosa voluta. Resta il fatto che – anche durante i live – si poteva assistere allo stesso fenomeno. Questo ha fatto propendere per l’ipotesi di un’illusione uditiva.

ONE VISIONE

One Vision – pubblicata dai Queen il 4 Novembre del 1985 – fu inserita nell’album Complete Vision nel Dicembre dello stesso anno. Infine, la si ritrova in edizione originale nel disco A Kind of Magic del 1986. La canzone inizia con delle voci distorte che – secondo alcune interpretazioni – inneggerebbero a Satana. Non sono pochi coloro che hanno dichiarato di aver sentito Freddie Mercury cantare: “My sweet Satan I saw the Sabbath”. 

L’ipotetica evocazione del diavolo, è seguita da una frase tratta invece dalla Bibbia ma ascoltata a velocità accelerata. “God works in mysterious ways. And hey, people! All around the world. I look forward to those glorious days once again!”.

IL GIOCO DI PAROLE DI ONE VISION

La cosa davvero divertente – e particolare – riguardo a One Vision è il verso finale del brano. Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon erano soliti fare dei giochi di parole durante le loro sessioni di incisione. Durante quei momenti, i Queen amavano scrivere delle parodie delle loro stesse canzoni.

La sera della registrazione di One Vision, la band britannica aveva pollo fritto a cena. Allora Jim Hutton, compagno di Freddie Mercury, suggerì loro di inserire quella parola nel testo della canzone. “Andiamo, siete abbastanza famosi da potervi permettere di lasciarlo lì” disse ai Queen. Ed è cosi che l’ultima frase di One Vision è proprio Fried Chicken.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.