Quella volta che i Queen infiammarono Liverpool

I Queen li conosciamo tutti, tutti. Sappiamo perfettamente la loro abilità strumentistica e compositiva. Come non conoscere la (rossa) chitarra personale di Brian May, la batteria magistrale di Roger Taylor e il basso creativo ed incisivo di John Deacon. Manca qualcuno? Ah, giusto, ci stavamo (quasi) dimenticando di Freddie Mercury. Spesso Freddie Mercury era l’anima live della band e i concerti del Crazy Tour sono un esempio lampante. La data di Liverpool fu epocale. Cosa successe in quel 1979 a Liverpool?

Decima tournée

Il 1979 fu l’anno della decima tournée dei Queen. La band aveva terminato, sempre nello stesso anno, il Live Killers Tour, dal quale nacque poi il primo album live della band britannica. E sappiamo bene che Freddie Mercury e compagni amavano moltissimo esibirsi live. Amavano il rapporto con il pubblico, i legami con i fan e la magia dello suonare e cantare in diretta. Ebbene, quel Crazy Tour fu il momento live più alto dei Queen dal punto di vista tecnico (anche superiore al LiveAid o il concerto a Montreal del 1981).

Differenza con il Live Killers Tour

Quale fu la differenza sostanziale con il Live Killers Tour? Ci furono cambiamenti nei brani in scaletta? Non particolarmente. L’elemento che distingue davvero questo Crazy Tour è il luogo. I concerti venivano svolti in grandissimi saloni o in stanze da ballo non certo piccole, ma nemmeno troppo grandi. Al massimo, potevano ospitare 5000 persone. Ovviamente, potete anche voi capirlo, questi live fecero sempre il tutto esaurito.

Lo spettacolo

La fine degli anni 70 fu un periodo molto felice per la band della Regina. Ma fu anche l’inizio di alcuni critiche da parte dei fan più accaniti della band. Il gruppo iniziò infatti ad aprirsi a sonorità più elettroniche o dance rock. Nel 1984 uscì per l’appunto un grandissimo successo quale Another One Bites to Dust. Ma le critiche lasciano il tempo che trovano. Leggiamo la testimonianza di un giovane presente quel 6 e 7 dicembre 1979 a Liverpool.

John racconta: “Tra il 1977 e il 1979 ho lavorato all’Empire di Liverpool staccando i biglietti alla porta. I Queen suonarono due notti lì nel 1979, il 6 e il 7 dicembre. Per entrambi gli spettacoli ero dietro l’orchestra e avevo una vista fantastica sul concerto. Ricordo che verso la fine di uno degli spettacoli una delle guardie nella parte frontale del palcoscenico cadde in avanti e […] anche Freddie Mercury spruzzò champagne verso le prime file del pubblico e mi ha passato la mezza bottiglia vuota (vorrei averla tenuta). Due grandi concerti!

Volete sapere la setlist? L’inizio fu We Will Rock You (in versione veloce), e poi molti classici come Somebody to Love, Killer Queen, Don’t Stop Me Now, Crazy Little Thing Called Love e Bohemian Rhapsody. L’ultima canzone (ne suonarono 28 in totale) fu God Save The Queen.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.