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Rammstein: le provocazioni dietro al nuovo singolo “Ausländer”

Dopo Deutschland e Radio, i Rammstein tornano a far parlare di sé con le loro ultime provocazioni contenute nel videoclip del nuovo singolo Ausländer, Estratto dal loro nuovo album dal nome omonimo a quello del gruppo. Straniero, il titolo della canzone tradotto in italiano, è abbastanza eloquente, come lo è la tematica affrontata in questo nuovo pezzo. Tematica che negli ultimi anni ha spaccato in due l’Europa, e incentivato una guerra burocratica negli Stati Uniti mettendo in seria difficoltà l’amministrazione Trump e il suo desiderio di costruire un muro al confine col Messico.

La band tedesca non ha di sicuro alcun pelo sulla lingua, e ha toccato l’argomento con una sorta di ironia che non solo fa riflettere, ma che riesce a far capire quanto l’essere umano sia inesorabilmente contorto. 

Il videoclip di Ausländer dei Rammstein e le sue provocazioni

Il videoclip è ambientato su un’isola, popolata solo da indigeni vestiti in abiti tribali, che sono occupati a eseguire delle danze scatenate. Ad un certo punto arrivano i membri della band, vestiti da colonizzatori con tanto di tute color cachi e anfibi. Sebbene in un primo momento sembrino ambientarsi bene con la civiltà del luogo, al calar del sole i Rammstein rivelano la vera natura dei loro personaggi, ovvero quella di predatori sessuali pronti ad avventarsi sulle donne della tribù.

Il testo della canzone descrive bene ciò che hanno in testa gli imperialisti tedeschi, infatti la voce del gruppo Till Lindemann espone più volte alle signore complimenti e inviti ad appartarsi. Esso parla in prima persona come un turista il cui unico obiettivo dei suoi viaggi sono le esperienze sessuali che potrà intraprendere, sfruttando le donne del terzo mondo che si trovano in situazioni di grave povertà.

Il messaggio provocatorio che il videoclip di Ausländer dei Rammstein pare voler trasmettere, riguarda l’oppressione dell’uomo bianco. Il gommone usato dai membri della band per sbarcare sull’isola è un chiaro riferimento ai migranti, che utilizzano lo stesso mezzo per scappare dalle loro terre natali. Il tutto si conclude con l’uomo bianco che diventa il re della comunità di indigeni, facendo capire al pubblico che la conquista di una cultura si attua anche attraverso la conquista sessuale delle donne ad essa appartenenti.

Tutto questo serve a far riflettere, perché il colonizzatore non era solo colui che arrivava sulle terre inesplorate durante il periodo storico dell’imperialismo. Il turismo sessuale è un fenomeno tuttora diffuso in tutto il mondo, specialmente nel sud est asiatico. Gli abusi perpetrati ai danni di donne innocenti, ma non solo, purtroppo non sono un lontano ricordo, ma una triste realtà.
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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com; Instagram: @rebiush)