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Rape Me e All Apologies la storia e il significato delle bandiere del Grunge anni 90

Quando sono state pubblicate Rape Me e All Apologies? I due grandi successi di In Utero

Venticinque anni fa, nel 1993, i Nirvana erano impegnati con il tour promozionale del loro album In Utero. Sul lato A di quel lavoro erano incise due delle canzoni più note del gruppo di Aberdeen e probabilmente due dei brani più emblematici dell’atmosfera Rock / Grunge degli anni ’90: Rape Me e All Apologies. Nel 1965 i Beatles avevano dato via alla pratica di registrare due singoli sul lato A del disco, con Strawberry Fields Forever e Penny Lane. I Nirvana li imitarono, prendendo quei due potenziali successi discografici e mettendoli assieme. All Apologies e Rape Me erano in repertorio dal 1991 ed erano state cantate solo live, ma furono pubblicate nell’autunno del 1993.

Rape Me come sequel di Polly

Gli appunti interessanti che si potrebbero fare su questi due pezzi, partono dall’evidente dicotomia che si instaura tra i titoli: letteralmente sembra che Cobain chieda scusa per la sua richiesta di essere una vittima. Già Rape me da sola era ed è tutt’oggi, un pezzo molto controverso, episodio successivo di quella Polly in cui il frontman dei Nirvana aveva descritto il rapimento e lo stupro di una giovane donna.

Rape Me:storia e significato

Partiamo dunque da Rape Me. Il brano si presta ad una duplice interpretazione. Kurt Cobain ripete ossessivamente il titolo, in tono basso e sconfitto almeno nella prima parte, dando l’impressione di accettare il proprio destino. Il verso “You’re gonna stink and burn” proverebbe invece la volontà del personaggio di reagire al suo aggressore. La consapevolezza di non essere l’unica vittima inoltre, in “I’m not the only one”, alla fine gli fa gridare Rape me in tono di sfida e provocazione.

All apologies:La predizione della morte di Kurt Cobain

All Apologies d’altro canto sembrerebbe un brano più leggero e brillante, ma nasconde una cifra amara, incarnata dalle parole Married/Buried. Molti hanno visto nei versi iniziali un tentativo, da parte di Cobain, di difendersi dalle critiche che il pubblico gli aveva iniziato a muovere dopo il matrimonio con Courtney Love (ipotesi resa verosimile da un precedente verso, poi scartato dal cantante, che diceva “What else can I do? I’m in love with you”). Ad una lucida affermazione di se stesso (“What else should I be? All apologies”) sembrerebbe seguire una catartica e liberatoria unione con il tutto (“In the Sun I feel as One”).

Ma Buried mette un punto definitivo, perché Cobain sa che, indipendentemente da come siano o vadano le cose, la vita finirà comunque. Dopo la sua tragica morte, a meno di un anno dal brano, sono stati riletti i versi di All Apologies con un’altra consapevolezza. Non solo Cobain sembra predire la sua scomparsa, ma la scenografia scelta per l’MTV Unplugged di quell’anno (Gigli, candele nere e un lampadario di cristallo) fece rivalutare a molti il pezzo.

Rape Me e All Apologies: Le più belle canzoni Rock/Grunge degli anni 90

Indipendentemente dall’apprezzamento del genere in cui Rape Me e All Apologies rientrano, della figura di Kurt Cobain o dei Nirvana in genere, questi due brani rimarranno cifre stilistiche chiare ed emblematiche degli anni ’90. Kurt Cobain cantava con costante pessimismo, a volte scalfito da cauto ottimismo, la rabbia e la disperazione di una generazione che nei suoi brani poteva specchiarsi e ritrovare se stessa.

Rape Me e All Apologies sono indimenticabili per ragioni diverse e, dopo 25 anni, ancora rappresentano un grande momento della storia del Rock e del Grunge.

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.