gtag('config', 'UA-102787715-1');

Richey Edwards, il mistero irrisolto del musicista scomparso nel nulla

Scavando nelle storie e negli aneddoti del rock abbiamo imparato a familiarizzare con racconti oscuri, misteri che non hanno ancora trovato una spiegazione. Rockstar scomparse prematuramente e in circostanze misteriose, decessi sui quali non si è voluto indagare troppo, sparizioni rimaste ancora insolute. Come quella di Richey Edwards – un nome che ai più potrebbe non dire nulla – ma che apparteneva ad una band punk rock davvero promettente. Questo almeno fino al giorno in cui Richey scompare nel nulla senza lasciare tracce.

MANIC STREET PREACHERS, STORIA  E CARRIERA DELLA BAND

I Manic Street Preachers sono un gruppo alternative rock britannico, formatosi a Blackwood, in Galles, nel 1986. Sebbene ormai siano riconosciuti all’interno di questo genere musicale, gli inizi della loro carriera ammiccavano alla scena punk rock. Con testi e riflessioni fortemente schierate dalla parte del socialismo. Tutti i membri dei Manic Street Preachers vissero e assistettero, durante la loro infanzia, allo sciopero dei minatori negli anni ’80.

Sebbene la band britannica – formata ad oggi da James Dean Bradfield, Sean Moore e Nicky Wire – sia ancora in attività, buona parte della loro fama è legata agli inizi. A partire dagli anni ’90 i Manic accrebbero la loro notorietà con un atteggiamento eccessivo e oltraggioso, paragonabile a quello dei Guns N’ Roses e dei Sex Pistols. A loro è inoltre collegata la storia della misteriosa scomparsa di Richey Edwards, chitarrista ritmico e coautore dei testi assieme a Bradfield.

RICHEY EDWARDS, LA SCOMPARSA DEL CHITARRISTA DEI MANIC STREET PREACHERS

Richey Edwards milita nei Manic Street Preachers fino al 1995, anno nel quale scompare nel nulla senza lasciare tracce. Cosa successe al chitarrista della band britannica? Il 1 Febbraio di quell’anno, Richey fa un veloce check out dall’albergo nel quale alloggiava con il gruppo e poi di lui si sa poco o nulla. La sua sparizione arriva proprio nel momento in cui i Manic sono pronti a fare il salto di qualità, dato il loro innegabile e promettente talento.

Sembra però che Edwards, come anche riportato da Auralcrave, non fosse esattamente soddisfatto dei risultati raggiunti fino a quel momento dalla band. Sognava infatti di imprimervi una svolta, cambiando completamente stile e sound. Il chitarrista voleva dare alla luce un album che unisse nello stesso lavoro sonorità dei Pantera, dei Nine Inch Nails e dei Screamadelica.

I PROBLEMI DEL CHITARRISTA DEI MANIC STREET PREACHERS

Solo la sera precedente alla sua scomparsa nel 1995, Richey Edwards aveva confessato alla madre di non essere molto felice del viaggio che aveva in programma con la band. Inoltre già da diverso tempo combatteva contro una forte depressione, che lo spingeva alternatamente ad abbandonarsi all’alcol o all’autolesionismo.

Il caso più eclatante in merito a ciò accadde durante un’intervista per la NME, quando un giornalista intervistò Edwards in merito all’autenticità dei contenuti dei Manic. Allora il chitarrista, come prova, iniziò ad incidersi la frase 4 Real sul braccio. Il risultato fu un grande appeal mediatico per la formazione britannica ma svariati punti di sutura per Richey..

LA SCOMPARSA MISTERIOSA DI RICHEY EDWARDS

Quando scompare quel 1 Febbraio del 1995 Richey Edwards ha con sé circa 2800 sterline. Arriva nel suo appartamento di Cardiff il giorno successivo e vi lascia alcuni libri e cassette. Un fan riferirà poi di averlo visto alla stazione di bus di Newport.

Il 7 Febbraio un tassista lo porta fino alla stazione di servizio di Seven View e lì Richey trova la sua auto, dove forse dorme per alcuni giorni. Soltanto il 17 Febbraio successivo la polizia rinverrà la vettura, con un biglietto del parcheggio scaduto tre giorni prima. Ma del chitarrista dei Manic Street Preachers nessuna traccia.

 

 

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.