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Roger Waters: “Perché non tornerei mai a suonare con i Pink Floyd”

Il 1985 è stato un anno spartiacque nella discografia e carriera dei Pink Floyd. Il momento nel quale, cioè, è avvenuta la storica defezione del bassista e cantautore Roger Waters. Dopo un intenso periodo di contrasti e dissidi, percepibili anche all’interno delle ultime opere della band, il vocalist decise di andarsene…senza voltarsi indietro. E ora, a distanza di anni e con la lucidità che solo uno sguardo in retrospettiva può dare, Waters ha ammesso che non tornerebbe mai indietro con i Pink Floyd.

ROGER WATERS, LA CONFESSIONE A CUORE APERTO SUL FUTURO E I PINK FLOYD

In una nuova intervista per Rolling Stones, Roger Waters è tornato a riflettere sulla propria personale condizione  e il passato con i Pink Floyd. In un momento così difficile e oscuro – dovuto alla crisi sanitaria e sociale della pandemia da Coronavirus – rimane certamente molto tempo per pensare. E mentre il bassista continua a lavorare al suo This is Not a Drill Tour – per ora rimandato al 2021 – fa anche in tempo a riportare a galla il passato.

PINK FLOYD, L’INCONTRO FALLITO TRA DAVID GILMOUR, NICK MASON E ROGER WATERS

Dopo aver svelato nuove cose e qualche dettaglio del dietro alle quinte del This is Not a Drill Tour, Roger Waters svela un retroscena interessante che riguarda anche gli altri membri dei Pink Floyd. Stando alle sue parole ai microfoni di Rolling Stones, emerge che lo scorso anno Waters avesse provato a riappacificarsi con David Gilmour e Nick Mason. Ma il tentativo non era andato a buon fine.

“Siamo rimasti in tre. Syd è morto. Richard Wright è morto. – ha detto melanconicamente il bassista – avevo messo giù un piano, ma non ha funzionato. L’idea era: possiamo pubblicare il vinile di Animals […]? Ma non hanno voluto”. Una notizia che sicuramente lascia l’amaro in bocca nei fan dei Pink Floyd, le cui speranze di veder riunire i tre non sembrano fattibili. Tanto più che, Roger Waters è fermamente convinto della decisione che prese nel 1985.

ROGER WATERS, DUBBI O RIMPIANTI SULL’ABBANDONO DEI PINK FLOYD NEL 1985?

Se lo saranno chiesti in molti, probabilmente. Chissà se Roger Waters, per anni al timone dei Pink Floyd, ebbe a pentirsi della decisione di abbandonarli – nel 1985. Una scelta inevitabile all’epoca, dato che i contrasti tra lui e David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright non sembravano risolvibili. Tanto più che, al suo addio, erano seguiti anni e anni di battaglie legali per i diritti sul nome della band.

Ma quindi, Roger Waters tornerebbe indietro, per poter di nuovo suonare sul palco con i Pink Floyd? Le sue parole nell’intervista per Rolling Stones lasciano poco spazio all’interpretazione. “Sarebbe orribile – esordisce seccamente il bassista – ovviamente se sei un fan di quel periodo dei Pink Floyd hai un punto di vista diverso. Ma io quelle cose le ho vissute. […] Sono stato dipinto come il cattivo della storia, e così sia. […] Ma scambierei la mia libertà per quelle catene? Non esiste”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.