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Quella volta che Keith Richards rischiò di morire fulminato

Si sa, gli aforismi e le battute su Keith Richards si sprecano. Dobbiamo impegnarci a lasciare un mondo migliore a Keith Richards, dato che l’immortale chitarrista dei Rolling Stones sembra sopravvivrà a tutti noi. “Sono stato per 10 anni al numero uno della lista delle persone prossime a morire – ha detto lui stesso, scherzando sull’argomento – ero molto dispiaciuto quando ne sono uscito”. Insomma Richards ha forse trovato il segreto dell’immortalità, ma certo non ha reso vita facile alla sua stessa vita. Negli anni il trasgressivo e ribelle rocker ha rischiato più volte di lasciare questo mondo, tra consumi eccessivi di droga e narcotici e comportamenti sconsiderati. Tra sostanze stupefacenti e passione per l’alta velocità, tra scherzi macabri ma stranamente verosimili –  come quando disse di aver sniffato le ceneri del padre – andiamo oggi alla scoperta di quella volta che Keith Richards rischiò di morire fulminato.

Una vita sul filo del rasoio

“Ho sniffato le ceneri di mio padre mischiate a cocaina” dichiarò – quasi candidamente – Keith Richards nel 2007. Una confessione scioccante che, per fortuna, venne smentita dalla sua stessa manager come un pesce d’aprile tardivo. Che il chitarrista dei Rolling Stones abbia fatto uso delle più disparate sostanze stupefacenti negli anni è cosa risaputa. Quindi forse, la reazione incredula del suo ufficio stampa – scandalizzato che qualcuno ci abbia potuto credere – è il fatto più strano dell’intera vicenda. Resta il fatto che Richards – apparentemente inviolato da una vita di eccessi e sregolatezza e dall’incedere del tempo – ha sempre vissuto la propria esistenza sul filo del rasoio. 

“Sono ancora vivo” ha dichiarato Keith Richards, sempre nella stessa intervista in cui parlò dei resti del padre. Buona costituzione, fortuna o frequenti ricoveri in cliniche super lussuose e super specializzate? La risposta potrebbe essere una di queste o tutte tre assieme, resta il fatto che il chitarrista dei Rolling Stones potrebbe scrivere un libro a riguardo. Sulla sua passione per l’alta velocità, gli eccessi e le dipendenze – così legate alla sua figura di rocker e bluesman coriaceo – e le disavventure imprevedibili. Come quella volta che – in vacanza alle Fiji – cadde da una palma e venne sottoposto ad un delicato intervento alla testa.

La tragedia sfiorata

Forse uno degli episodi più gravi e imprevedibili della lunga vita di Keith Richards è stato quella volta in cui ha rischiato di morire fulminato. Il 3 Dicembre del 1965 i Rolling Stones – capitanati da Mick Jagger – si stavano esibendo davanti a più di 5,000 persone al Memorial Auditorium a Sacramento. Il concerto stava andando benissimo ma quello che né Keith Richards né gli altri membri della band potevano immaginarsi, era che il chitarrista stava per rischiare la vita.

Per ironia della sorte, mentre i Rolling Stones stavano suonando The Last Time, la chitarra di Keith Richards toccò l’asta del microfono, al quale seguì un esplosione e la caduta del musicista a terra – privo di coscienza. La folla in primis e anche gli addetti stampa delle prime file pensarono che Richards fosse stato colpito da un proiettile. Lo scrittore Mick Martin riportò a riguardo: ” Stavo proprio lì in prima fila, di fronte a Keith, ho visto la luce blu. Ho visto letteralmente Keith volare all’indietro. Pensavo fosse morto […]”.

La verità, fortunatamente, non aveva nulla a che fare con un proiettile ma una forte scarica elettrica, proveniente dal microfono. Il chitarrista dei Rolling Stones venne portato via dal palco con le bombole di ossigeno e di corsa al più vicino ospedale. Alla fine dei conti Keith Richards si salvò anche in quell’occasione. Il merito? la suola delle sue scarpe. Ma il momento più strabiliante non fu il fatto di aver sfiorato di un soffio la morte. Quanto piuttosto la sera successiva, quando il chitarrista salì di nuovo sul palco con Mick Jagger e compagni più in forma che mai.

 

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.