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Rolling Stones: la storia shockante di Schoolboy Blues

I leggendari Rolling Stones esercitano il loro inconfondibile fascino alla cui base si ergono prepotentemente ribellione e dissolutezza, sul pubblico internazionale da quasi sessant’anni ormai. Con una pausa relativamente breve intercorsa tra il 1982 e il 1989, la band di Mick Jagger ha continuato a regnare incontrastata sul panorama Rock di ogni decade; eludendo splendidamente l’inesorabilità del tempo.

Il rapporto tra l’iconica Decca Records e la band capitanata da Mick Jagger, ha un che di storico. L’idillio vide gli albori nel 1964, quando i Rolling Stones e la label strinsero un legame apparentemente indissolubile. Nel 1984, gli Stones diedero addio all’etichetta in grande stile; dissacrando totalmente il passato e sbalordendo i milioni di fan della band in tutto il mondo. Un finale pressoché inaspettato, comunque, tenendo conto che il primo album, selftitled, del 1964, fu uno dei più venduti nel Regno Unito in quell’anno, rimanendo sulla vetta della classifica dei Best Seller per ben 12 settimane.

Separare la realtà dalla leggenda può essere un’ardua prova quando si incappa nelle straordinarie quanto controverse vicende di Mick Jagger e soci. Secondo il suo biografo, il leader degli Stones avrebbe giaciuto con più di 4000 donne, di cui la maggior parte, personalità dello spettacolo e di aver vissuto un’avventura con David Bowie. Al di la delle sue spiccate propensioni per l’edonismo allo stato puro, Jagger era un sostenitore della Lady di Ferro, Margaret Thatcher, primo ministro britannico, famigerato per la sua categoricità, capace di ammaliare anche il cantante dei Rolling Stones.

L’addio dei Rolling Stones alla Decca Records

Ad oggi i Rolling Stones continuano a portare il loro sound inconfondibile in giro per il mondo e; pur essendosi, apparentemente lasciati alle spalle un passato di eccessi, talvolta particolarmente critici; come quelli che, spesso, hanno portato alla ribalta il chitarrista Keith Richards, prima di tutti; continuano comunque a far parlare di sé per le loro eroiche gesta passate e, per la caparbietà che continuano a dimostrare nel perseguire un cammino musicale, al di la di tutto, brillante.

In ogni caso, era il 1970 quando i Rolling Stones cominciarono a muovere i primi passi verso l’indipendenza, decidendo di abbandonare la Decca Records e di creare un’etichetta personale libera dai canoni inibitori dell’industria musicale. La band avrebbe dovuto, come da contratto, fornire alla label un’ultima canzone; inoltre, i vincoli che legavano gli Stones con la Decca si sarebbero sciolti solo al termine del tour nel quale erano impegnati.

I Rolling Stones furono, senz’altro, di parola, onorando fino all’ultima clausola del contratto con la Decca. La band, quindi, si recò in sala d’incisione per registrare un ultimo singolo per l’iconica label. Mick Jagger e soci diedero vita, probabilmente, alla traccia più dissacrante che la storia del Rock abbia mai dato alla luce. Gli Stones rivelarono il loro lato più cinico e sprezzante, scrivendo la famigerata Schoolboy Blues, titolo alternativo per un brano inconcepibile sin dal nome originale, Cocksucker Blues.

Secondo i vertici della Decca, la canzone era troppo profana per essere rilasciata, trattando in maniera velleitaria ed aspramente ironica tematiche dall’elevatissimo contenuto sessuale esplicito. Schoolboy Blues venne accidentalmente inclusa in un Box Set intitolato The Rest The Best, pubblicato esclusivamente in Germania. Se non si fosse trattato dei mitici Rolling Stones, questa mossa audace, quanto stupida sarebbe costata la carriera a qualunque artista. Ad oggi, una versione censurata del brano è disponibile su Youtube, ma all’epoca, la raccolta venne rimossa dagli scaffali immediatamente; venendo insabbiata dalla label.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)