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Slipknot, Quando una loro canzone li mise nei guai

Gli Slipknot sono una band metal molto particolare e controversa. Famosi per le maschere che indossano e per il loro cupo e macabro, nei loro testi approfondiscono varie tematiche. Nel loro secondo album in studio, Iowa, sono presenti nei modi più disparati. L’introspezione e la brutalità dello stile compositivo della band è nota a tutti, ma in questo album c’è una canzone che più di altre destò polemiche: Disasterpiece. Infatti, la canzone si legò a due omicidi e venne accusata di istigare a delinquere e quindi di avere una cattiva influenza sulle persone, specie sui ragazzi.

Disasterpiece ed il tema del bullismo

Il tema principale del brano è il bullismo. Ciò parte da una componente autobiografica. Infatti, il cantante degli Slipknot Corey Taylor ha subito le angherie di un bullo quando frequentava la scuola. All’interno del testo si vede sostanzialmente una grande aggressività, in quanto finalmente il protagonista vuole ribellarsi nei confronti delle ingiustizie. Ciò in maniera a dir poco crudele, infatti canta riguardo al suo desiderio di uccidere il bullo, così che possa subire lo stesso dolore che ha subito lui. Viene espresso il tutto senza mezzi termini, in perfetto stile Slipknot.

I want to slit your throat and fuck the wound
I want to push my face in and feel the swoon
I want to dig inside, find a little bit of me
‘Cause the line gets crossed when you don’t come clean. 

Disasterpiece diventa la colonna sonora di un omicidio

A causa di questa canzone gli Slipknot sono entrati nel vortice di polemiche molto pesanti. Infatti, è stata coinvolta in un processo per omicidio di Jason Harris e Amber Riley, che hanno ucciso il loro amico Terry Ray Taylor la notte del 23 maggio 2003 a San Bernadino, in California. Secondo la testimonianza, Harris e Riley hanno recitato i testi di questa canzone mentre lo uccidevano. Tuttavia, questo fatto è naturalmente da attribuire alla follia degli assassini, non certo agli Slipknot. Succede spesso nel mondo metal una cosa del genere, per cui si diffonde il pregiudizio secondo il quale determinate band costituiscano una influenza negativa.

La risposta degli Slipknot

Il problema si presentò di nuovo nel 2008, quando un bambino in Sudafrica indossò una maschera degli Slipknot a scuola e uccidere un altro bambino con una spada. Corey Taylor ha risposto a questo incidente dicendo: “Alla fine della giornata, ci saranno sempre disturbi mentali e persone che causano violenza per nessun altro motivo se non il fatto che sono stati scoperti e persi”. Il batterista degli Slipknot Chris Fehn ha difeso il genere metal spiegando come possa costituire qualcosa di positivo anche per i ragazzi. In sostanza, gli psicopatici e i folli esisteranno sempre e non è colpa della musica se fraintendono o manipolano la realtà.

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Laureata in lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.