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Slipknot: La storia dell’album segreto che diede inizio alla leggenda

Era la fine di maggio del 1999 quando i nove membri degli Slipknot, seppero che il loro cammino aveva imboccato una svolta particolarmente significativa. Fu allora, infatti, che la band originaria dello stato americano dell’Iowa si esibì al celeberrimo festival dell’ Ozzfest. Gli Slipknot suonarono tra le leggende dell’Industrial Metal, Static-X e i B-Listers, famosi sul panorama Rap Rock. Il loro, omonimo, album di debutto avrebbe visto la luce di li a un mese, ma il sound con cui il gruppo si affermò sul mondo intero, elettrificò l’aria e incendiò il palco sin da quando vi mossero i primi passi.

Recentemente, il leggendario percussionista della band, Shawn “Clown” Crahan, ha ricordato quel momento a dir poco fatidico, dicendo: “Vedemmo persone scappare dal palco principale, per giungere sotto il nostro, in modo da ascoltare questa nuova band chiamata Slipknot. Capii da subito che, quello, sarebbe stato il momento che avrebbe cambiato tutto. Il mondo ci stava aspettando.  L’album di debutto con cui gli Slipknot consacrarono il proprio nome all’eternità, non sancì l’inizio della loro storia e, non fu neanche il loro primo disco. In questo articolo, abbiamo deciso di raccontare delle radici degli Slipknot e dell’album segreto con cui si sono fatti conoscere al pubblico.

Le prime canzoni che composero l’album segreto degli Slipknot

Sebbene il primo, vero, disco su cui gli Slipknot misero la firma, fosse ben lontano dagli standard astronomici del Self-titled, sembra chiaro che senza quello slancio iniziale, la loro carriera non sarebbe decollata e, oggi, forse, non sarebbero considerati una vera e propria istituzione nel panorama musicale moderno. L’album segreto degli Slipknot si intitola Mate. Feed. Kill. Repeat. e, vide la partecipazione di una formazione completamente diversa rispetto a quella con cui, i Nove del Nodo, hanno appassionato milioni di fan in tutto il mondo, rendendo tematiche critiche come quelle della violenza, alla portata delle vette più alte delle classifiche internazionali.

Gran parte delle cittadine statunitensi preservavano, al tempo, un fervente ecosistema musicale. Verso la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, i fenomeni del Thrash e del Death Metal imperversavano indisturbati nel giro di club e locali underground dell’Iowa, popolati da giovani musicisti emergenti. Dall’unione tra Anders Colsefini, Shawn Crahan e Paul Gray, nacque il primo, vero nucleo degli Slipknot. L’amicizia tra i primi due nacque grazie ai loro spiriti affini e alla loro spiccata passione per la musica. Colsefini conobbe prima Paul Gray per poi imbattersi in Crahan che, al tempo, militava negli Heads On The Wall.

La prima canzone scritta da Crahan e Colsefini fu quella che, anni dopo, avrebbe dato nome alla band. La seconda, invece, si intitola Painface. Il nome del brano, deriva da un atto di violenza fisica. Mentre il trio cercava di raccogliere la massima introspezione nelle loro tracce, Patrick Neuwirth si aggiunse per ricoprire il ruolo di chitarrista. La band, neonata, rilasciò la sua prima demo, intitolata The Basement Sessions, nel 1993. Il progetto terminò dopo un mese.

La nuova lineup e gli esordi dal vivo

Passarono due anni e Anders e Shawn decisero di dare alla band un’altra possibilità. Il duo persuase Paul Gray a tornare sui suoi passi e, integrò alla formazione i chitarristi Donnie Steele e Josh Brainard. Joey Jordison, membro fondatore della Thrash Metal Band dei Modifidious, contribuì a dare un tocco tecnico alla band.

Questo primo nucleo prese il nome di Meld e debuttò dal vivo il 4 dicembre del 1995. Poco tempo dopo, sotto raccomandazione del batterista, cambiarono il nome in Slipknot. Il primo concerto del gruppo avvenne il 4 aprile del 1996. Colsefini ricorda l’esperienza con nostalgia, definendo i primi live degli Slipknot come istanti di profonda catarsi. Al di la dei successi dal vivo che fecero ben sperare la formazione appena nata, i membri originali degli Slipknot ricordano i loro primi momenti in studio come un assoluto marasma.

Cercare di creare un nuovo sound che riuscisse ad essere tanto feroce quanto ben costruito sembrò frustrare molto i membri del gruppo che, più volte, furono sul punto di rinunciare. A discapito delle innumerevoli peripezie, però, Mate. Feed. Kill. Repeat. venne rilasciato il 31 ottobre del 1996. Vennero stampate solo 1000 copie che, ad oggi, sono dei veri e propri pezzi da collezione per gli appassionati della band. L’album segreto degli Slipknot, li spinse in prima linea attraverso una ferocia e un’aggressività inaudite. La sostituzione di Anders Colsefini con Corey Taylor, segnò la chiusura definitiva del primo, fondamentale, capitolo della leggendaria band di Des Moines.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)