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la storia di viola Smith, la batterista più anziana del mondo

È nata prima dello scoppio della I Guerra Mondiale. L’opinione pubblica l’ha consacrata come una delle persone celebri più anziane della terra. Viola Smith, alla straordinaria età di 107 anni, fa ancora parlare di sé per le sue eroiche imprese musicali. Viola nasce nel Wisconsin e, ad oggi, vive in condizioni di salute ancora eccellenti, a Costa Mesa, in California. La sua risposta in merito a cosa le abbia permesso di arrivare a quest’età con una salute invidiabile è di bere un bicchiere di vino rosso al giorno, nonostante fino a qualche anno fa, fossero due.

La musica, poi, costituisce ampia parte della sua vita e della sua felicità. Viola Smith è una batterista e, incredibilmente, continua a suonare ancora adesso, ricoprendo il ruolo decano di un gruppo chiamato Forever Young Band. Possiamo sicuramente affermare che la sua storia di donna e artista, corrisponda alla storia dell’evoluzione musicale del XX secolo. Viola nasce Schmitz, in una famiglia numerosa composta da sette sorelle, due fratelli e i genitori. Questi, gestivano una Dance Hall, imponendo una severa educazione musicale ad ognuno dei dieci figli.



I brillanti esordi di Viola Smith

“Avevo solo sei anni quando mio padre scelse gli strumenti che ognuno di noi avrebbe dovuto suonare”, ricorda Viola nel corso di un’intervista risalente al 2012. Alla fine degli anni ’20, quasi mezzo secolo prima dell’avvento dei Jackson 5, la Schmitz Sisters Orchestra esordì sulle scene. Viola aveva 12 anni quando si sedette dietro le pelli del gruppo.

L’orchestra delle Schmitz venne sostenuta e guidata dal padre che imponeva due ore di esercizi musicali al giorno.  Le sorelle Schmitz si ribattezzarono, di li a poco, come Smith, per mera semplicità. Il gruppo iniziò a farsi un nome nel circuito dei teatri e nel mondo del cinema, ai tempi in cui il sonoro delle pellicole era la musica suonata dal vivo. La Smith Sisters Orchestra divenne un fenomeno di costume nazionale quando partecipò al Major Bowes Amateur Hour. Un corrispettivo radiofonico degli odierni talent show.



Era il 1938, ed Elvis Presley aveva tre anni. Viola Smith e la sorella sassofonista Mildred, fondarono una nuova band, tutta al femminile. Le Coquettes. Il gruppo, rimase in attività fino al matrimonio di Mildred, che avvenne quattro anni dopo. A discapito della fulmineità con cui la loro carriera si interruppe, le Coquettes riuscirono ad ottenere diversi successi. Erano gli anni d’oro dello Swing, che accompagnava le truppe impegnate sul fronte nel corso della II Guerra Mondiale.

Intraprendere una carriera musicale negli anni ’40, assumeva un significato particolare per una donna. In molte venivano considerate il rimpiazzo degli uomini; quasi tutti coinvolti negli obblighi imposti dall’atroce conflitto che caratterizzò quel periodo storico. Ciò nonostante, le musiciste venivano ritenute un esempio di patriottismo. Un monito alla resistenza pacifica della nazione nei confronti della Guerra; per cui, venivano spesso ingaggiate per intrattenere le truppe. Eppure Viola sapeva di essere molto di più. Nel febbraio del 1940, era sulla copertina di Billboard, per essersi guadagnata la fama di batterista donna più veloce d’America.

Le prestigiose collaborazioni di Viola e la sua relazione con Frank Sinatra

Viola cavalcava la cresta dell’onda. Le collaborazioni con gli artisti di maggior rilievo sulle scene cominciarono a fioccare dopo la pubblicazione del manifesto femminista della storica rivista Jazz Down Beat, in cui le peculiarità delle musiciste venivano esaltate; dandole adito di insorgere contro l’industria, eccessivamente radicata in ideali di matrice esclusivamente maschilista. Così, circondata dai 17 tamburi di cui la sua batteria si componeva, Viola Smith intraprese il suo cammino con artisti come Ella Fitzgerald.

Per di più, Viola fondò un quartetto orientato prettamente sulle sue funamboliche esibizioni, Viola And Her Seventeen Drums. Nel 1980, Viola lavora in TV con Liza Minelli per poi decidere di ritirarsi dalla vita professionale, coltivando la sua passione per la musica con grande gioia e passione. Nel corso di una recente intervista, Viola Smith ha, inoltre, dichiarato di aver avuto una breve relazione con Frank Sinatra da giovane. Si trattava di una storia dai particolari fugaci, incentrata completamente sugli impegni musicali dei due amanti.  Nonostante passi, immeritatamente, in sordina, la storia di Viola Smith ha avuto un impatto inimmaginabile sulla cultura e sulla tecnica musicale moderna. La sua figura ha fortemente contribuito all’emancipazione della donna nell’industria musicale, eccessivamente catalizzata su valori conservatori e, a tratti, sessisti.

 

 

 



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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)