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The Beatles, I nomi femminili diventati iconici grazie alle loro canzoni

Quando parliamo dei Beatles parliamo di una realtà musicale senza precedenti. Le loro canzoni sono famosissime, il loro impatto sulla storia non solo della musica, ma direi sulla storia di tutto il mondo, indiscutibile. Per questo quando sentiamo un brano dei Beatles, che siamo fan o no, che ci piaccia o no, sentiamo di stare ascoltando qualcosa di unico e fondamentale. E se un fan volesse segnare in modo indelebile nella sua famiglia il ricordo della band inglese? Se volesse dare alla figlia un nome che richiami la loro musica? Ecco i nomi femminili più iconici presi dalle loro canzoni.

Lucy

Sicuramente quando pensiamo ad una donna che rappresenti appieno la musica dei nostri quattro beniamini, pensiamo a Lucy, il nome di Lucy in the sky with diamonds. La canzone, come sappiamo, si basa su un disegno di Julian, il figlio di John Lennon, che ritrasse una sua compagna che volava in mezzo a dei diamanti. Il brano è molto criptico e dall’atmosfera onirica.

Julia

Il titolo di una canzone che John Lennon dedica a sua mamma. Cita molto il porta Khalil Gibran, che lo ispira sempre. È l’unico brano della band che John Lennon scrisse interamente da solo, con l’aiuto di Yoko Ono ma non di altri membri dei Beatles.

Michelle

Tra i nomi femminili da fan ci sta molto Michelle, assolutamente. Il capolavoro fu composto soprattutto da Paul McCartney ed è famoso per il ritornello in francese, per cui si fece aiutare da Jan Vaughan che insegnava la lingua (che McCartney non masticava). Bellissima e romantica canzone d’amore.

Martha

Martha My Dear è un bellissimo brano, che molti pensano essere però una dolce dedica ad una donna. In realtà, Paul McCartney ha dedicato questa canzone non ad un essere umano, bensì al suo cane. Molte Martha del mondo possono essere felici di sentire il loro nome qui, ma forse non tanto di averlo in comune con il cane. O forse avere lo stesso nome del cane di Paul McCartney rende comunque felici le fan?

Eleonor

Eleanor Rigby non è un brano che tutti conoscono come Michelle o Lucy in the sky with diamonds, ma è sicuramente uno dei più belli del gruppo musicale britannico. Infatti, racconta una storia di solitudine con una struttura quasi doppia, visto che parla di una donna e di un prete. Personaggi si incontrano, accomunati proprio dalla solitudine ed al centro di tutto c’è proprio Eleonor, che raccoglie il riso buttato di un matrimonio mentre si sente sola. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)