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The Smiths, La storia del capolavoro I know it’s over

Gli Smiths sono stati una band innovativa ed originalissima. Iconico simbolo di una rivoluzione britpop. Moltissimi artisti si sono ispirati a loro. La combinazione idilliaca tra la chitarra di Johnny Marr e i testi di Morrissey è una delle più fortunate della storia della musica. Infatti, la tecnica di Marr è ampiamente lodata ed è stata di ispirazione per tantissimi chitarristi e musicisti (tra i tanti Noel Gallagher degli Oasis). Morrissey ha dato vita a testi a dir poco poetici, la cui forza compositiva ad espressiva ha fatto sì che venissero addirittura studiati in ambito accademico. Una delle canzoni più famose degli Smiths ed in cui si può evincere tutto questo è I know it’s over. Scopriamo la sua storia.

I know it’s over e lo struggente significato

Nel 1986 esce The Queen is dead. Questo album è considerato un vero capolavoro per la discografia degli Smiths ma non solo. Nel caso specificato, I know it’s over, che ne fa parte, è in realtà una ballata blues. Il testo è come sempre molto introspettivo. Morrissey spesso nelle sue canzoni è immediato e spontaneo, i suoi testi sembrano una sorta di flusso di coscienza, in cui possiamo vedere dei pensieri onesti e sinceri espressi nella naturalezza della musica. In questo caso, inizialmente si rivolge alla madre, rimandando a quella spontaneità.

Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
And as I climb into an empty bed
Oh well, enough said..
I know it’s over, still I cling
I don’t know where else I can go.

Sostanzialmente il brano è una malinconica presa di coscienza della fine di una storia, una rassegnazione. Il protagonista spiega che la donna che ama in realtà ha bisogno di lui più di quanto lo ami, sente la forte nostalgia e la solitudine, ma deve rassegnarsi. Molto presente è il riferimento alla morte ed al suicidio. Allora attraverso la voce cupa di Morrissey, la musica è il testo, considerato uno dei più poetici del cantante, possiamo comprendere tutto ciò.

La versione di Jeff Buckley

È degna di menzione la cover che ne fece Jeff Buckley. In You and I, album postumo uscito nel 2016, oltre a brani inediti sono presenti otto cover. Tra queste è possibile ascoltarne due che il cantautore fece di due brani degli Smiths: The Boy with the Thorn in His Side e appunto proprio I know it’s over. La versione di Buckley è molto semplice e con sola chitarra, del resto è palese non fosse finalizzata ad un album quantomeno non nell’immediato. Buckley ha comunque saputo conservare la malinconia di fondo della canzone, tratto caratteristico dello stile degli Smiths a cui certamente Buckley non era estraneo.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.