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Tim ed il rapporto con il figlio Jeff Buckley: La storia di Dream Letter e Dream Brother

Jeff Buckley è un cantautore apprezzatissimo, così come fu il padre: Tim Buckley. I due non si conobbero mai veramente, infatti il padre abbandonò Jeff da bambino. Lo vide poco prima di morire e quando Tim si spense il figlio aveva appena otto anni, quindi ne ebbe pochissimi ricordi. La prematura scomparsa di Tim Buckley avvenne a causa di una overdose di eroina ed anche Jeff Buckley ebbe una tristissima dipartita. Infatti, morì per annegamento ad appena trent’anni, curiosamente mentre canticchiava Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, anche per questo la sua morte è così celebre. Padre e figlio condividono molto, quindi, a partire dal talento per la musica fino alla dipartita improvvisa e prematura. Peraltro c’è una canzone di Tim Buckley che lo lega al figlio Jeff, mentre questi ha composto un brano sull’abbandono del padre come “risposta”. Vediamone la storia.

Tim Buckley abbandona Jeff per la musica

Jeff Buckley è nato da un matrimonio di Tim Buckley con Mary Guibert quando aveva appena diciotto anni. Tim non se la sentì di prendersi la responsabilità della famiglia ed al suo posto scelse la musica. Così, Jeff si ritrovò senza un padre che, come detto, incontrò poco prima della sua scomparsa, ma quando era ancora piccolissimo. Tim aveva pensato di spiegare le sue ragioni al figlio quando sarebbe stato più grande, ma come ben sappiamo morì prima. Sicuramente, il cantautore non aveva preso la decisione di lasciare il figlio con leggerezza, cosa che è testimoniata da alcune canzoni. La prima è I Never Asked to Be Your Mountain, dall’album Goodbye and Hello. In questa canzone parla di un figlio, di un bambino. Naturalmente è Jeff.

The Flying Pisces sails for time
And tells me of my child
Wrapped in bitter tales and heartache
He begs for just a smile
O he never asked to be her mountain
He never asked to fly
And through his eye he comes his love
And tells her not to cry.

Dream Letter e Dream Brother

La seconda canzone che Tim Buckley scrisse in riferimento al suo abbandono del figlio fu Dream Letter, una lettera d’amore. Tim sembra parlare alla madre di Jeff, come a ripensare a come sarebbe potuto essere. Così un figlio che conosceva appena e con cui mai ha condiviso nulla, è stato raggiunto da questa lettera.

But when I get to thinkin’
‘Bout the old days
When love was here to stay
I wonder if we’d ever tried
Oh, what I’d give to hold him.

A questo brano Jeff Buckley ha di fatto risposto con la sua Dream Brother, tratta dall’album Grace. In questa canzone Jeff Buckley dissuade un suo amico dall’abbandonare la ragazza incinta, spiegandogli di non commettere lo stesso errore del padre. Qui possiamo comprendere tutto il dramma che l’abbandono ha comportato nella vita di Jeff. Quest’ombra del padre che ha aspettato per anni di vedere davvero presente, ma che non lo ha mai raggiunto.

Don’t be like the one who made me so old
Don’t be like the one who left behind his name
‘Cause they’re waiting for you like I waited for mine
And nobody ever came.

La raccomandazione di Jeff Buckley all’ amico è chiara e semplice: non essere come suo padre. Così queste canzoni uniscono, seppur a distanza di anni, due grandi cantautori che, pur essendo padre e figlio, non si sono mai realmente conosciuti.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.