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The Smiths, La storia di Shakespeare’s Sister

Gli Smiths sono una delle band fondamentali per la storia della musica indie e non solo. Il loro sound era originalissimo e, malgrado la breve carriera, che terminò anche con una brusca rottura, sono rimasti impressi nell’immaginario del pubblico e di tante altre band che li hanno presi ad esempio. Gli Smiths non si sono limitati a curare il sound, ma hanno anche dei testi curati nel dettaglio che devono tutto alla magnifica penna di Morrissey. Spesso, l’affascinante leader attingeva alle sue conoscenze letterarie per produrre testi introspettivi, malinconici, ma anche fortemente ironici. Altre volte si ispirava alla propria vita, che comunque alla letteratura deve molto. Oggi parliamo di un brano che si lega molto proprio all’ambito letterario: Shakespeare’s sister, un singolo degli Smiths che non ebbe però molto successo.

Shakespeare’s Sister degli Smiths

Gli Smiths sono spesso definiti “band da singoli” per la loro mania di far uscire brani singolarmente senza farli di fatto appartenere ad album specifici. Li ritroviamo, infatti, solamente in delle raccolte. Shakespeare’s sister è uno di quei casi: un singolo pubblicato il 18 marzo del 1985 senza che facesse parte di un album. Morrissey lo compose pensando alla sua vita, tanto che disse a Record Mirror “Ho messo tutto in quella canzone”. Sicuramente il legame con il cantante è palese già dal titolo. Morrissey è un grande lettore, oltre che scrittore, che non ha mai perso occasione di citare i suoi autori preferiti nelle sue opere. Esempi palesi sono i continui riferimenti al suo autore preferito: Oscar Wilde. Anche William Shakespeare è ammiratissimo dal paroliere, tuttavia il titolo non è un omaggio a questo autore, bensì alla scrittrice Virginia Woolf quando in Una stanza tutta per sé crea il personaggio della “sorella di Shakespeare” per mostrare la frustrazione delle donne. Infatti, le scrittrici spesso erano in ombra, così come una ipotetica sorella di Shakespeare rispetto al fratello.

Lo scarso successo della canzone

Shakespeare’s sister fu sicuramente motivo d’orgoglio per gli Smiths per quanto concerne la realizzazione, ma non per il risultato finale. Infatti, non ebbe grande successo. Sempre a Record Mirror Morrissey disse:”Volevo più di ogni altra cosa che avesse un successo enorme ma, come accadde, non lo diventò”. Chiaramente tanto il cantante quanto Johnny Marr, se consideriamo le innovazioni che sperimentavano continuamente, non miravano a scalare le classifiche. Anzi, da band indipendente, hanno sicuramente apprezzato il fatto di ottenere popolarità e consenso, ma non le hanno certamente mai messe a primo posto. Come tutti i brani rivoluzionari, Shakespeare’s sister non venne capito, ma ad oggi possiamo comprenderne la geniale follia.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.