Quella volta che gli Who vennero arrestati per…

Il 19 Ottobre del 1973 gli Who scrivono un capitolo importante della storia del rock. Esce infatti quel giorno il doppio album Quadrophenia – il sesto per la band britannica. Il concept del disco gira intorno alla storia di un protagonista maschile, che in sé racchiude le personalità di tutti e quattro i membri degli Who. Per la promozione del lavoro discografico – sul finire di quel 1973 – Pete Townshend e soci partono per un tour in Nord America. Il giro si conclude con l’arresto della band. Scopriamone in questo articolo il motivo.

Il malore di Keith Moon

Il tour in Nord America degli Who verrà sicuramente ricordato per il malore di Keith Moon. Il batterista – prima di salire sul palco – aveva assunto una dose decisamente eccessiva di tranquillizzanti, con l’aggiunta di molto alcol. La sua incapacità di suonare costrinse la band prima a fermarsi e poi a chiedere – al pubblico – se in mezzo a loro ci fosse qualcuno in grado di suonare il resto dei brani. Mentre gli Who stavano eseguendo Won’t Get Fooled Again, Moon era infatti collassato sui piatti della sua batteria. A nulla era valso l’intervento dei medici e una bella doccia fredda. Scott Halpin – batterista del posto – aiutò Townshend e soci a terminare il concerto.

Gli Who – in linea con la filosofia di vita dei rocker anni ’70 – vivevano decisamente secondo l’adagio sex, drugs and rock ‘n’ roll. Ma – sebbene la maggior parte delle persone – ricordi l’aneddoto su Keith Moon, pochi giorni dopo la band britannica finì addirittura in galera dopo un concerto a Montreal.

L’arresto degli Who

Il 2 Dicembre 1973 gli Who si trovavano a Montreal – dove si erano appena esibiti per il loro tour promozionale di Quadrophenia. Dopo il concerto si riunirono nella suite dell’hotel Bonaventure, per festeggiare tutti assieme. Il solito e scellerato Keith Moon – nell’eccitazione del momento – pensò bene di lanciare una bottiglia di ketchup contro il muro. Il liquido rosso che imbrattava la parete piacque molto a Townshend, che suggerì di incorniciare il tutto. In mezzo a quel caos, Pete stesso si tagliò una mano e aggiunse il sangue al ketchup sulle pareti.

Purtroppo la serata non terminò qui. Il tutto si concluse infatti con un televisore e un divano gettati dalla finestra e un tavolo di marmo usato come ariete per allargare un muro. Il personale dell’albergo allertò la polizia locale che – giunta sul posto – trasse in arresto Pete Townshend, Keith Moon e John Entwistle. Leggenda narra che Moon – mentre veniva portato via in manette dagli agenti – abbia gridato: “Credo di aver prenotato una suite”. 

Il giorno dopo

Il 3 Dicembre 1973 – il giorno dopo la distruzione della suite a Montreal – gli Who si sarebbero dovuti esibire a Boston. Dato che la polizia locale deteneva ancora la band in cella, il manager fu costretto a pagare la cauzione per tutti quanti. Il bassista – John Entwistle – si ispirerà all’episodio per scrivere un brano, pubblicato poi in un lavoro solista.

Oltre alla camera dell’hotel Bonaventure, gli Who se la presero con molte altre stanze nell’arco della loro carriera. La band britannica poi, non si accontentava di danneggiare solo gli alberghi. Molti loro concerti infatti terminarono con la distruzione di chitarre, batterie e amplificatori. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.