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Buon Compleanno Alice Cooper:10 canzoni per onorare il cantante

Febbraio è un mese ricco di date, anniversari e ricorrenze storiche.
Oggi è il turno di Alice Cooper, che compie 70 anni. Vincent Damon Furnier è nato, infatti, il 4 febbraio del 1948 a Detroit. Il cantante e attore statunitense è, senza dubbio, uno dei personaggi più discussi e controversi del rock – o meglio, il suo lato horror. Basti considerare ad artisti del calibro di Marylin Manson, Rob Zombie o King Diamond, che si sono tutti ispirati a lui, per capire quale effettivamente sia stata la sua importanza nell’ambito del genere.
Attraverso 10 canzoni analizzeremo la sua evoluzione artistica, i contesti e i principi fondamentali della sua musica.

1) School’s Out: iniziamo questa nostra lista con “School’s Out”, brano del 1972 estratto – come singolo – dall’omonimo album (quinto album in studio del cantante statunitense). La canzone ha avuto molta fortuna, in quanto riuscì ad essere un vero e proprio inno a diverse generazioni studentesce, ma non solo per questo motivo: la bellezza del testo e della canzone in generale ne hanno fatto oggetto di cover da parte di diversi artisti, dai Foo Fighters ai Megadeth, da Rob Zombie ai Krokus. La canzone figura anche, al 319° posto, tra le 500 migliori canzoni di tutti i tempi secondo la rivista Rolling Stone.

2) Poison: andiamo a Poison, altro brano fondamentale nella carriera di Alice Cooper, nonchè uno dei maggiori successi da parte dello statunitense. Il brano fa parte dell’album Trash (del 1989) ed è stato estratto come singolo quasi due mesi dopo la pubblicazione del suo album di provenienza. Anche per Poison il discorso sulla diffusione nella cultura popolare è analogo al precedente School’s Out: il successo del pezzo è derivato molto anche dalle numerose interpretazioni, sia cover che remix, effettuate nel corso del tempo, oltre che da numerosi utilizzi del pezzo all’interno di film o serie TV.
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3) Paranoiac Personality: facciamo un salto temporale lunghissimi, e giungiamo a Paranoiac Personality, singolo estratto dal più recente album in studio di Alice Cooper, Paranormal (pubblicato nel 2017). L’album, che è stato accolto con un buon giudizio da parte di tutta la critica, è stato una tappa fondamentale per Cooper, che ha visto riunirsi, dopo un silenzio di sei anni, la formazione classica originaria. In aggiunta, le numerose collaborazioni hanno contribuito alla fisionomia di un album che tocca vette importanti. Nello specifico, il brano è stato prodotto dallo storico collaboratore dello statunitense, Bob Ezrin.

4) Hey Stoopid: estratto come singolo dall’omonimo album del 1991 (il diciannovesimo album in studio del cantante e attore statunitense) Hey Stoopid ha ricevuto molto successo, soprattutto immediato, riuscendo a raggiungere risultati importanti nelle classifiche relative alle vendite del pezzo. In effetti, il brano si fa portatore di un messaggio importante, presentando sia il tema della droga, contro cui si scaglia, che quello del suicidio, sottolineando quanto questa sia un’opzione che, sia tra i giovani che tra gli adulti, non dovrebbe mai essere presa in considerazione, qualunque sia la difficoltà, anche la depressione. Il brano vede la, seppur minima, partecipazione di Ozzy Osbourne, che canta il verso “You know, I know” ed è presente all’interno del videoclip del brano.

5) He’s Back: il brano ebbe un successo minore rispetto agli altri pezzi di Alice Cooper, anche se riuscì ad essere molto ascoltato anni dopo la sua pubblicazione. Vi spieghiamo il motivo: innanzitutto, il pezzo è parte dell’album Constrictor, del 1986, ed è stato utulizzato come tema di “Friday 13th Part VI: Jason Lives“, parte della serie omonima. Grazie agli spettatori di quella serie, e – in generale – agli appassionati dei film slasher, il brano riuscì ad avere molto successo. All’interno del pezzo è presente il famoso “ch-ch-ch ha-ha-ha”, un’accezione più melodiosa del “ki-ki-ki ma-ma-ma”.

6) House of Fire: torniamo a Trash, del 1989. Questa volta, oggetto della nostra analisi è House of Fire, ancora una volta un singolo estratto dal diciottesimo album in studio del cantante statunitense. Una prima particolarità riguarda la presenza, alla chitarra, di Joe Perry degli Aerosmith. In secondo luogo, il pezzo fu pubblicato negli Stati Uniti soltanto nel 1990: questo perchè riuscì ad ottenere, era una particolarità per Cooper, un grande successo prima in Europa, dove il cantante si stata esibendo in tour, poi negli USA. Una demo del pezzo è stata realizzata dai Bon Jovi per il loro album New Jersey, del 1988.
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7) Teenage Frankestein/Feed My Frankestein: abbiamo raggruppato queste due canzoni per il nome che le accomuna. Teenage Frankestein è il secondo singolo del cantante statunitense estratto da Constrictor, album che, come abbiamo visto, è stato pubblicato nel 1986. Così come il precedente “He’s Back (The Man Behind The Mask)” il brano non ha avuto molto successo nell’immediato. In effetti, la finalità dei due pezzi (insieme a Hard Rock Summer) era quella di essere presentati come colonna sonora del film horror Friday 13th“. Il videoclip che accompagna il brano è stato formato da diversi spezzoni tratti dal live The Nightmare Returns. Per quanto riguarda, invece, “Feed My Frankestein”, andiamo avanti di 6 anni per giungere nel 1992, quando è stato pubblicato come singolo estratto dall’album Hey Stoopid, già oggetto della nostra analisi precedentemente. Anche per questo pezzo, la diffusione e la conseguente popolarità è dovuta dal film in cui questo è stato inserito: in effetti, il brano è presente nel film “Fusi di testa”, del 1992 per l’appunto. All’interno del film, si vede Cooper con la sua band suonare questo pezzo. Inizialmente, nel concerto mostrato all’interno del film, Cooper doveva interpretare un altro grande successo: School’s Out. A poche settimane dalle riprese del film, però, l’idea cambiò, garantendo quello che sarebbe stato, successivamente, un altro grande successo di Cooper. Anche all’interno di questo pezzo le apparizioni sono molteplici e illustri: Joe Satriani, Steve Vai, Nikki Six e Cassandra Peterson.

8) Caught in a Dream: torniamo alle gloriose origini della carriera di Alice Cooper, in particolar modo nel 1971, quand’è stato pubblicato il terzo album in studio dello statunitense, Love is to Death. L’album rappresenta un abbandono importante alla musica psichedelica per approdare nelle atmosfere ben differenti dell’hard rock. Traccia di apertura è, per l’appunto, Caught in a Dream, brano di poco più che 3 minuti scritto da Michael Bruce e prodotto da Bob Ezrin. Estratto come secondo singolo dall’album, presenta una formula del tutto “hard-rock”, secondo la presenza di scambi ritmici molto efficaci e assoli di chitarra.

9) I’m Eighteen: rimaniamo a Love is to Death, album fondamentale nella carriera di Alice Cooper, per analizzare nello specifico uno dei pezzi più celebri di tutta la produzione dello statunitense. I’m Eighteen ha letteralmente trainato al successo Love is to Death, insieme ad altri due pezzi di spicco (My Body e Black Juju) dell’album stesso. Il singolo è stato pubblicato con anticipo di tre mesi rispetto all’album, ed è presente, al 482° posto, nella classifica dei 500 pezzi migliori di sempre secondo la rivista Rolling Stone. Numerosi, anche in questo caso, gli omaggi e le cover da parte delle altre band.

10) Billion Dollar Babies : ultimo pezzo in questa nostra lista è “Billion Dollar Babies”, pezzo estratto come singolo dall’omonimo album del 1973, il sesto album in studio del cantante statunitense. Non si è sicuri, per quanto riguarda il brano, dei compositori effettivi dell’album: secondo alcune fonti sarebbero Alice Cooper, Micheal Bruce e Reggie Vinson, per altre sarebbe da aggiungersi il batterista Neal Smith. Ad ogni modo, si tratta di una delle ultime canzoni incise dalla band Alice Cooper prima che il cantante iniziasse la propria carriera da solista. La canzone ebbe molto successo, tanto da generare la creazione di una band omonima che eseguì una cover del pezzo e pubblicò un album in studio.

di Bruno Santini (Nefele)

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