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Le cinque cover più strane della storia del rock

Eseguire delle cover nel mondo della musica è più che normale. Molto spesso artisti attingono dal repertorio altrui rifacendo canzoni, rendendole proprie o, semplicemente, riproponendole. Tante cover sono anche diventate più famose dell’originale, causa lo stile o il nuovo andamento che sono stati dati, ma ciò non toglie l’ipotetica bellezza della canzone iniziale. Oggi, a proposito di cover, parliamo delle cinque cover più strane che sono state realizzate nella storia del rock.

Mercyful Fate – Metallica

Cosa potrebbe mai esserci di sconvolgente in questa traccia che sfora per pochi secondi gli undici minuti? Apparentemente, niente. In verità è un medley di una serie di canzoni che sono state prese da un gruppo anonimo. Si tratta di: Satan’s Fall, Curse of the Pharaohs, A Corpse Without Soul, Into the Coven e da Evil.

The Nurse Who Loved Me – A Perfect Circle

La particolarità di questa cover, brano dei Failure del 1996, è più attribuibile al suo significato e al posto in cui è collocata nell’album. Partiamo col dire che sfiora temi sulla dipendenza e dunque, di per sé, traccia solchi molto delicati. La parte che più interessa però è la sua posizione nell’album, visto che qui il personaggio sta cominciando a cedere alla sua dipendenza. E’ come se si trattasse, infatti, di una sorta di lettera d’amore scritta all’infermiera che si sta prendendo cura di lui, mentre è sul filo di una ripresa o di una caduta.

Personal Jesus – Johnny Cash

Johnny Cash oltre ad essere un ottimo autore è sempre stato anche un grande re-interprete. Questa canzone, dal titolo più che famoso, appartiene -ed è forse anche inutile ricordarlo- ai Depeche Mode. Con un rifacimento che non rispecchia proprio l’originale, Cash è veramente riuscito a dare a questa canzone un tocco tutto suo, rendendola una cover di un certo fascino.

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The Ghost of Tom Joad – Rage Against the Machine

Anche in questo caso è davvero molto semplice arrivare all’autore originale della canzone: Bruce Springsteen. Cosa ci si può aspettare da un rifacimento fatto da questa band? Forse Tom Joad poteva avere un lato oscuro e i Rage Against the Machine, sapevano esattamente come trattarlo.

Stayin Alive – Ozzy Osbourne

Probabilmente non si riesce a leggere questo titolo senza canticchiarlo con la sottile voce dei Bee Gees, ma Ozzy Osburne, ha contribuito, ponendo il suo marchio. La sua voce caratteristica non è cambiata, ma la strumentazione gli dà molto di più con cui lavorare e sperimentare. Forse non è il tipo di cover che ci aspetteremmo da lui, ma funziona e esiste!

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