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Cinque rockstar che odiavano essere famose

Fama e rockstar? La fama non è sempre la compagna migliore che si possa desiderare e, sicuramente, il modo di gestirla dipende tanto anche dalla persona o dall’artista in questione. Molti di loro amano o hanno amato la fama, le luci e la ribalta, altri hanno provato un forte senso di disagio che ha trovato diversi modi per concretizzarsi: l’abbandono della carriera, un rapporto tumultuoso con il pubblico o, addirittura, la sensazione di non riuscire a trasmettere più niente. Oggi, a proposito di tutti questi sentimenti e stati d’animo, proponiamo cinque rockstar che, forse, non avrebbero preferito avere tutta la fama che hanno ottenuto.

John Frusciante – Red Hot Chili Peppers

Tra le rockstar che hanno avuto disagio nella gestione della loro fama, della loro musica e, soprattutto del loro essere, c’è John Frusciante. Rinomato chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, ad un certo punto decide di recidere il percorso con la band e di proseguire da solo, in un cammino di comprensione e di ricerca. Nonostante gli anni passati lontani, i Red Hot Chili Peppers hanno da poco pubblicato un nuovo lavoro, proprio con la presenza di Frusciante, del quale tutti si sono detti molto contenti, soprattutto Kiedis.

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 George Harrison – The Beatles

Altra band più che famosa, ma con un passato tanto glorioso quanto turbolento alla fine. I Beatles hanno creato, nei loro anni centrali, una vera e propria mani, coinvolgendo una grandissima dose di persone. Fin dal primo giorno, George Harrison ha sempre cercato di essere bravo nel suo mestiere piuttosto che famoso e mentre la band cresceva ha cercato di sfruttare le sue possibilità e la sua fama per poter ampliare la propria mente e la propria cultura, facendo lunghi viaggi in India, per esempio. George non è mai stato uno che ha esaltato la sua celebrità, non rientrando così, nel perfetto profilo della rockstar.

Bob Dylan

Al terzo posto della classifica di coloro i quali non hanno seguito il profilo delle rockstar, c’è Bob Dylan, presenza che non stupisce. Da sempre una penna sottile e gentile, è riuscito a costruirsi un’aurea tutto suo, incantando e coinvolgendo il suo pubblico.

Roger Waters – Pink Floyd

Presenza che potrebbe risultare quasi impossibile da comprendere, vista l’immensa influenza della band sotto diversi e tanti punti di vista. Pur avendo avuto un passato delicato i Pink Floyd hanno sempre trovato il modo per rialzarsi e percorrere nuove via, sia quando vi fu l’allontanamento di Syd, sia quando i problemi interni cominciarono ad acuirsi. Roger Waters, tra gli altri, non ha espressamente amato la celebrità e i riflettori, mantenendo un atteggiamento che potremmo quasi definire cinico e realista.

Kurt Cobain – Nirvana

Non poteva mancare Kurt in questa classifica e, di sicuro, non poteva non occupare il primo posto. Sebbene il suo talento e le sue particolari inclinazioni musicali non fossero discutibili, Kurt avvertì quel forte senso di disagio di cui si è già parlato più volte. Forse dall’animo troppo gentile e sensibile, non si sentiva a proprio agio davanti alle grandi folle, nemmeno durante le esibizioni. Questo, purtroppo, lo portò a rivalutare diverse posizioni tanto da considerare la sue posizioni come rockstar, fino poi, al triste epilogo che segna la sua morte.

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