gtag('config', 'UA-102787715-1');

5 album tremendi realizzati da grandi band

Nessuno è infallibile. Lo sanno bene anche i grandi della musica, che dopo la pubblicazioni di brani o anche interi album entrati di diritto nella storia della musica, non sono stati capace di replicare il successo, alle volte compiendo un totale disastro. Questo può essere dovuto a diversi motivi: dalla mancata innovazione del sound, al problema opposto, cercare di rinnovarsi forzatamente ottenendo un pessimo risultato. Le motivazioni comunque possono essere infinite. Vediamo dunque cinque esempi di album non sono riusciti a soddisfare a pieno i fan, ma realizzati da grandi band.

The Beatles – “Yellow Submarine” (1969)

“Yellow Submarine” è stato il decimo album pubblicato dai Beatles, nonché il primo album che li ha fatto capire che non avrebbero dovuto schiaffare il loro nome su qualsiasi idea cinematografica che gli si presentasse davanti. L’album è stato pubblicato come colonna sonora del film “Yellow Submarine” e spesso viene giudicato noioso come il film. Sebbene quest’ultimo riguardasse in realtà un viaggio animato con i Beatles come personaggi principali, non presenta nessuna delle loro voci, in quella che sembrava essere una maniera per far soldi rapidamente.

Led Zeppelin – “In Through The Out Door” (1979)

Pubblicato nel 1979, “In ​​Through The Out Door” è stato l’ottavo e ultimo album dei Led Zeppelin. La band si sciolse in seguito alla morte del leggendario batterista John Bonham. Sebbene “In Through The Out Door” sia l’album più breve mai realizzato dai Led Zeppelin, ascoltare le 7 tracce sembra una tortuosa strada in salita senza canzoni che si distinguano. Una caratteristica grandiosa dei Led Zeppelin è che una canzone di 9 minuti non sembra lunga, avendo a disposizione artisti di quel calibro, ma in questo album non sono riusciti a replicare l’effetto “Stairway To Heaven”.

The Rolling Stones – “Dirty Work” (1986)

Dopo una pausa di tre anni, un album solista di Mick Jagger e innumerevoli combattimenti tra i principali compositori, ossia Jagger e Keith Richards, i Rolling Stones pubblicarono un album molto atteso “Dirty Work”. È un miracolo che gli Stones siano stati capaci di dare alla luce questo disco dati i problemi dell’epoca all’interno della band. Il risultato però risente di questa atmosfera, dato che questo album non lascia nulla di degno di nota da ricordare.

Queen – “Made In Heaven” (1995)

Made in Heaven” è stato rilasciato quattro anni dopo la tragica morte di Freddie Mercury ed è stato il quindicesimo e ultimo album dei Queen. La band cercò di aggiungere la musica attorno alle linee vocali che Freddie riuscì a registrare prima di lasciarci. Sfortunatamente, e nonostante i migliori sforzi della band, è un tentativo che non esalta riesce a mettere in risalto né la voce né gli arrangiamenti. .

U2 – “No Line On The Horizon” (2009)

Nella canzone “Magnificent”, Bono canta: I was born to sing for you/I didn’t have a choice but to lift you up.” (“Sono nato per cantare per te / Non avevo altra scelta che sollevarti.”). Se non altro, questo riassume perfettamente la vanità dell’album. Sembra che gli U2 stessero riattraversando ciò che hanno fatto più e più volte negli ultimi 30 anni. Certo, c’è l’iconico suono della chitarra di The Edge che risuona in tutto l’album accompagnato dalla voce caratteristica di Bono, ma l’album non ha nulla di originale o degno di nota. Il fatto che gli U2 non abbiano eseguito nessuna delle canzoni di questo album nel loro ultimo tour la dice lunga.

Share

Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com