5 aprile, la fine del grunge: la morte di Layne Staley e Kurt Cobain

Nel mondo del rock il 5 aprile è un giorno di lutto, spesso definito come il giorno in cui il grunge morì. Sono in tanti a ricordare la scomparsa dello storico leader dei Nirvana Kurt Cobain, avvenuta proprio il 5 aprile del 1994. Nonostante l’innegabile importanza che ha avuto Kurt nel storia della musica, non bisogna però pensare che il grunge fu definito solo dai Nirvana, dimenticandosi invece di tutti gli altri gruppi che hanno plasmato la storia del genere. A distanza di otto anni da Kurt, il 5 aprile 2002, ci lasciava anche Layne Staley degli Alice In Chains, una voce che ha in egual modo segnato un’epoca e una generazione.

La morte di Layne Staley e Kurt Cobain

Due anime tormentate quelle di Kurt e Layne, entrambi musicisti emersi nella scena di Seattle, entrambi artisti estremamente fragili. Per uno strano scherzo del destino, queste due figure chiave della scena grunge di Seattle hanno trovato morte, seppure in modi diversi, nello stesso giorno di primavera.

Con il suo inaspettato suicidio, il leader dei Nirvana lasciò il mondo intero sotto shock. La scomparsa di Kurt, portavoce di una generazione, segnò per molti la fine del movimento grunge. Il percorso di Layne verso l’autodistruzione si protrasse invece per anni, in maniera più sofferta e silenziosa, fino alla morte per overdose nei primi anni 2000. Quando si sparse la voce dell’accaduto, tanti ormai già da anni si chiedevano che fine avesse fatto.

In memoria di Layne Staley

In molti ricorderanno Layne per essere stato frontman degli Alice in Chains e del supergruppo Mad Season. Ma Layne fu molto più di questo: fu un artista sincero, trasparente, un poeta la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile per un’intera generazione. “We die young” diceva profeticamente nel brano omonimo di Facelift. E in effetti, Staley disse addio alla vita a soli 34 anni, giovane come tanti altri artisti di quella cerchia (Andrew Wood dei Mother Love BoneKurt Cobain).

Per Layne, il successo conseguito insieme agli Alice in Chains determinò anche il precipitare nell’abisso della droga e l’inizio del suo rapporto con l’eroina. Ormai lacerato dalla dipendenza, Layne già a metà anni ’90 faticava a reggere le tournée con il gruppo: la sua ultima apparizione in pubblico risale infatti al 1996. La morte della sua ragazza Demri Parrott segnò il colpo finale: Layne, lacerato dal dolore, si abbandonò completamente all’eroina. La morte drammatica avvenne nella più totale solitudine, sulla poltrona di casa sua. Il suo corpo venne trovato solo due settimane dopo, il 19 aprile, in avanzato stato di decomposizione.

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Alice Lonardi, classe 1995, laureata in Lingue e Letterature Straniere con specializzazione in Arts Management a Londra. Amante dell'arte in tutte le sue forme: dalla musica, al cinema alla letteratura. Assidua frequentatrice di concerti e in particolare appassionata di pop-punk, post-hardcore e metal. Bassista, pianista, a volte fotografa. Articolista e aspirante giornalista e critica musicale. (alicelonardi@yahoo.it)