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5 album Hard Rock che hanno diviso i fan

Bisogna essere onesti, nonostante il Rock abbia, nel corso degli anni, raccolto sotto la sua ala alcuni tra i fan più esigenti, non esiste un modo realmente giusto per comporre brani in quello stile. Quando si tratta di scrivere canzoni, in generi come l’Hard Rock, molti gruppi tendono ad affermare un’identità artistica personale, auspicando alla perfezione, disco dopo disco. Tra i classici della musica, però, ci sono sempre le dovute eccezioni.

Ogni singola Hard Rock Band che abbia mai lasciato il segno sulle scene, ha sempre avuto un album, in particolare, che ha creato opinioni più o meno contrastanti. Si tratta di quel disco che lascia trasparire il momento di transizione nello stile della band. Sebbene questi possano, in alcuni casi, raccogliere un discreto successo, le controversie sorte sul loro conto da parte dei fan più affezionati sono sempre fioccate. Così, se per alcuni poteva trattarsi del lodevole tentativo di una band di virare verso nuovi confini sonori, per altri, poteva essere la blanda prova che, i giorni migliori dei loro beniamini, fossero ormai giunti al capolinea.

Che li si ami o li si odi, questi album continuano a far sorgere dibattiti e opinioni contrastanti anche a distanza di anni tra i maggiori appassionati di Hard Rock. In questo articolo, abbiamo deciso di raccogliere alcuni di questi dischi che, ancora oggi, sono sulla bocca di tutti per le scelte ,a quanto pare, discutibili, fatte dai loro autori.

5) Muse – The 2nd Law

Quando i Muse irruppero sulle scene, all’alba degli anni 2000, rivoluzionarono completamente il modo di fare musica nel loro genere. Il panorama Alternative venne travolto da una ventata di aria fresca grazie al sound visionario e ricco di influenze della band capitanata da Matt Bellamy. Quando il singolo Madness anticipò l’uscita di The 2nd Law, nel 2012, i fan erano pronti ad accusare una forte delusione da parte della band, a causa delle atmosfere Pop elettroniche del brano. Nonostante il disco non sia minimamente paragonabile ai più grandi successi dei Muse, questo presenta tutti i tratti distintivi del loro inconfondibile sound, raccogliendo una dose discreta di consensi.

4) Foo Fighters – Sonic Highways

Nel 2014, i Foo Fighters erano un’istituzione ormai da molti anni e, forti di un panorama musicale in costante evoluzione, decisero di recarsi in studio con le idee ben chiare attraverso un concept particolarmente interessante. Così, Dave Grohl e soci decisero di intraprendere un lungo viaggio nei luoghi in cui il Rock ebbe campo libero negli Stati Uniti, incidendo i propri brani nelle sale d’incisione più iconiche nella storia della musica moderna. I fan della Rock band di Times Like These avevano aspettative altissime, viste le premesse. Sebbene il disco includesse alcune special guest degne di nota come Rick Nielsen, lo stile intero del disco riprendeva quasi pedissequamente il solito sound dei Foos, destando il malcontento di gran parte degli appassionati.

3) Aerosmith – Permanent Vacation

Negli anni ’80, gli Aerosmith subirono il tracollo più critico della loro carriera. L’abuso costante di sostanze stupefacenti di Steven Tyler e la dipartita dei due, iconici, chitarristi della band, portò la qualità del gruppo a toccare livelli molto bassi. Permanent Vacation sembrò un atto dovuto per rialzarsi dall’oscuro torpore di quel periodo. Il ritorno di Joe Perry alla chitarra sancì un piccolo punto di svolta. L’accortezza maggiore riposta nei testi sembrò fondamentale e, singoli come Rag Doll, contribuiscono a definire Permanent Vacation come un ottimo prodotto. Al di la di tutto, però, i fan degli Aerosmith sapevano che quell’album avrebbe preceduto periodi di critico oblio, facendo sorgere opinioni particolarmente contrastanti sul futuro della leggendaria Hard Rock band.

2) Linkin Park – A Thousand Suns

I Linkin Park sono stati tra le Band sulle quali sono sorte maggiori controversie riguardo al sound d’appartenenza e all’allontanamento che, nel corso degli anni hanno subito. La crescita dei Linkin Park e, il loro spostamento dalle sponde Heavy del Nu Metal di cui si fecero portavoce, arrivarono irruenti attraverso la pubblicazione di A Thousand Suns. Un album di stampo prettamente elettronico che precedette i risvolti sonori adottati dal gruppo negli anni successivi.

1) Black Sabbath – Heaven And Hell

All’alba degli anni ’70, il fenomeno dei Black Sabbath travolse il panorama musicale con un’ondata di oscurità travolgente. La cupezza e l’aggressività dei riff incisivi di Tony Iommi, accompagnati alle tetre linee melodiche ad opera del timbro unico di Ozzy Osbourne, resero il gruppo iconico, nonché, fautore dell’Heavy Metal. Dopo la dipartita di Ozzy Osbourne, causata dall’instabilità causata dal suo abuso di droghe, i Black Sabbath fecero spazio al timbro flessibile e, assolutamente, inconfondibile di Ronnie James Dio. Questo, permise alla band di esplorare uno spettro sonoro completamente nuovo. Ciò nonostante, gran parte degli appassionati dei Sabbath, voltarono le spalle alla band, non sentendosi pronti ad un loro ritorno senza il Principe delle Tenebre al microfono.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)