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5 incredibili lick di chitarra Rock che nascondono dei segreti

Quando si parla di musica Rock, i lick di chitarra sono ciò che caratterizzano principalmente le canzoni. Sebbene gli altri strumenti riescano, spesso, a trovare il loro spazio privilegiato sotto i riflettori, nel corso degli anni, la chitarra si è affermata come archetipo fisico della cultura Rock. Quando pensiamo a questo straordinario panorama artistico, ci ritornano alla mente assoli formidabili e chitarristi, le cui figure, sono state ampiamente mistificate; basti pensare a Jimmy Page, Jimi Hendrix o Brian May, tra gli altri. Sono questi, e tanti altri i grandi nomi che, oggi, spingono i giovani ad intraprendere un cammino in musica, attraverso la chitarra.

Sin dagli albori della chitarra elettrica, i musicisti che l’hanno imbracciata le hanno provate tutte affinché riuscissero a superare le barriere del loro strumento; sia per renderlo più malleabile alle proprie esigenze di stile, sia per dare sfogo alla propria, sfrenata, vena artistica. Spesso, questi tentativi non hanno raccolto il consenso sperato, soprattutto nei primi anni, ma hanno funto da apripista per la creazione di alcuni dei lick di chitarra più evocativi nella storia del Rock.

I piccoli segreti che, nel corso degli anni, hanno reso grande il Rock ed i suoi fautori, spesso si intersecano gli uni agli altri, tessendo atmosfere assolutamente straordinarie. Una volta che ci si accorge di questi lick che, talvolta, i grandi chitarristi tendono a tenere nascosti, diventa impossibile farne a meno. In questa classifica, vogliamo omaggiare i più grandi maghi della chitarra, elencando alcuni grandi lick di chitarra Rock, la cui creazione, nasconde dei segreti rimasti celati all’interno delle canzoni.

5) Il muro di chitarre di Sad But True

James Hetfield sarà ricordato per sempre come la forza trainante della macchina inarrestabile che sono i Metallica. Il formidabile musicista ha scritto alcuni dei riff più iconici nella storia della musica contemporanea; servendosi di attitudini straordinariamente visionarie per rivestire di lustro un genere feroce e primordiale come il Thrash Metal. Quello di Sad But True, è uno dei giri di chitarra più iconici nella storia del Rock. Quando arrivò il momento di inciderlo, il leggendario frontman dei Metallica decise di elevare l’aggressività della band ad un livello superiore. Hetfield accordò la chitarra di un tono sotto l’accordatura cui, la band, è solita comporre i propri pezzi. In fase d’incisione, poi, il chitarrista sovra-incise ben sette tracce per lo straordinario riff di Sad But True.

4) Le attitudini Jazz di Brian May

Il playing unico di Brian May ha contributo, in egual modo alla voce straordinaria di Freddie Mercury, a rendere i Queen una delle più grandi Rock Band che abbia mai camminato su questa Terra. Lo stile di Brian May affonda le radici in una moltitudine di generi differenti e dalla caratura elevatissima. Questo, ha reso i suoi assoli delle piccole sinfonie. Gemme rare di eclettismo musicale che hanno concesso ai Queen di scrivere alcune delle pagine più brillanti nella storia della musica. Per Good Company, Brian May decise di lasciar trasparire le sue attitudini Jazz in un modo particolarmente istrionico. Il chitarrista, infatti, decise di regalare al brano, un assolo in cui, la sua chitarra, riproducesse tutti i suoni di un’orchestrina Jazz, attraverso varie sovra-incisioni. Sebbene questa mossa abbia reso il solo di Good Company irriproducibile dal vivo, ha decisamente rivestito di una luce abbagliante il meraviglioso brano della band.

3) I Bending di Steve Vai

Steve Vai ha dato prova a più riprese di essere uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Ciò che rende leggendario il grande Vai è il fatto che, nel 2020, arrivato ad un traguardo importante come quello dei sessant’anni, Steve Vai abbia rimesso in discussione il suo stile chitarristico, a dir poco perfetto. La traccia Candle Power nasconde un lick di chitarra segreto, fino ad ora mai visto neanche nei brani Rock della nuova lena. Steve Vai l’ha chiamato Joint Shifting. Con questa tecnica, il chitarrista pratica il bending su due corde differenti tessendo atmosfere sonore molto particolari e, decisamente, uniche nel loro genere.

2) Matt Bellamy e Bach per Plug In Baby

La discografia dei Muse si caratterizza per i suoi aspetti visionari. Le sonorità proposte dalla band sembrano, sin dai suoi albori, proiettate verso il più lontano dei futuri. Plug In Baby è uno dei brani più famosi del gruppo. Ciò che non tutti sanno è che, il celeberrimo riff di Plug In Baby provenga, semplicemente, dalla scala minore armonica. Nella fattispecie, sembrerebbe che Matt Bellamy si sia ispirato alla Fuga in Re Minore di Bach per la composizione dell’iconico brano.

1) La competitività dei Radiohead nella scrittura di Just

I Radiohead sono passati alla storia per essere una delle Rock Band più eccentriche di sempre. La band ha conquistato quest’appellativo grazie allo slancio sperimentalistico su cui si ergono i suoi brani. Reduci dal successo spropositato di Creep, i Radiohead diedero alla luce Just, partendo da una sfida tra Thom Yorke e Jonny Greenwood. I due chitarristi, infatti, scommisero su quanti accordi riuscissero ad inserire all’interno di un singolo brano.

 

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