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Fabrizio De André, La storia di Sally

Sally è un nome di donna davvero fortunato nell’ambito musicale. Ha avuto come dedica la famosissima canzone di Vasco Rossi, uscita nel 1996, la cui versione femminile di Fiorella Mannoia del 1999 ha sorpreso tutti. Tuttavia, assai prima c’era una Sally in una canzone totalmente diversa, dal significato forse meno afferrabile in un primo momento, ma davvero eccezionale. Stiamo parlando di quella di Fabrizio De André, che nulla ha a che vedere chiaramente con quella degli anni novanta. Faber ha scritto un’altra delle sue poesie che ha un’atmosfera estremamente fiabesca ed onirica. Noi oggi scopriremo insieme la sua storia.

La novità di Rimini

Fabrizio De André pubblica nel 1978 l’album Rimini, che segna la sua prima collaborazione con Massimo Bubola, che lo aiuterà tra l’altro a comporre Una storia sbagliata, famosissima canzone dedicata a Pier Paolo Pasolini. Rimini mantiene vividi tutti i principali interessi e le tematiche care al cantautore genovese. Nella title-track dell’album già possiamo vedere la polemica sul tema dell’aborto, Andrea è un brano antimilitarista incentrato su una storia d’amore omosessuale, Coda di lupo è un pezzo politico, ecc. Volta la carta è poi una delle più orecchiabili dell’album e insieme con Sally è la vera novità dell’album. Riflette uno stile come detto fiabesco, che si ispira a ballate popolari, ma anche al Neorealismo (l’Angiolina citata in Volta la carta è quella di Pane, amore e fantasia).

Chi è Sally?

In generale il testo è il prodotto di diverse influenze letterarie. Le prime strofe si ispirano ad una famosa filastrocca britannica, che sempre rappresentò un grande punto di riferimento per De André (pensiamo alla sua traduzione di Geordie, ballata medievale). Poi la citazione a Pilar è ad un personaggio del romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, mentre il Re dei Topi è un riferimento al romanzo El Topo di Alejandro Jodorowsky. Per quanto riguarda il suo significato, mostra l’evoluzione del protagonista. Inizialmente è vittima dell’autorità della madre che gli vieta di giocare con gli zingari nel bosco.

Mia madre mi disse
Non devi giocare
Con gli zingari nel bosco
Mia madre mi disse
Non devi giocare
Con gli zingari nel bosco.

Ma lui decide di disubbidire per seguire questa donna, Sally che viene con un tamburello e lo porta in un mondo diverso, fatto di trasgressione e libertà. Quindi la canzone vuole rappresentare la sua crescita ed il suo primo approccio nella società, difficile da gestire e da cui è consigliabile evadere.

Ma il bosco era scuro
L’erba già verde
Lì venne Sally con un tamburello
Ma il bosco era scuro
L’erba già alta
Dite a mia madre che non tornerò.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)