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Freddie Mercury: la storia della sua controversa esperienza solista

La vita di Freddie Mercury ha, indubbiamente, attraversato fasi particolarmente tormentate. La dissolutezza affrontata nel periodo di permanenza a Monaco e le conseguenti fratture col resto dei Queen, portarono il cantante a compiere una serie di scelte; sia artistiche che di vita, al quanto discutibili.

L’intenzione da parte di Freddie, di creare qualcosa che andasse oltre la visione collettiva dei Queen, mette radici al tramonto delle sessioni d’incisione di “Hot Space” che, ricordiamo, essere stato il primo album in studio a ricevere critiche abbastanza aspre da parte dei fan della band.

Le convinzioni di Freddie Mercury cominciarono ad incalzare sempre di più sul suo percorso. Le decisioni di Roger Taylor, nel 1981 e, di Brian May nel 1983, di pubblicare un Ep da solisti, persuasero definitivamente Mercury. Il frontman non smetteva di pensare che “Another one bites the dust” fosse stato il singolo con maggior successo commerciale della band, pur uscendo dai canoni stilistici del gruppo.

Le registrazioni di “The Works”, nel 1983, rallentarono particolarmente l’intero gruppo. Posponendo l’inizio delle sessioni d’incisione di “Mr Bad Guy”. Possiamo affermare, per cui, che l’opera di Mercury non fu, sicuramente, rallentata a causa dei dissidi interni con la band dato che, tra l’altro, il gruppo non si esibì dal vivo nel corso dell’intero anno. Nel corso di un’intervista, Mercury spiega: ” La realtà in tour è davvero estenuante, passi periodi di 3 o 4 mesi in cui non fai altro che salire e scendere dal palco. È terribile, non ne posso più di chiudermi in studio subito dopo tour tanto lunghi. Ho bisogno di fare altro”.

L’infruttuosa esperienza solista di Freddie Mercury

Ormai libero dallo stress incalzante dei tour coi Queen, Freddie decide di cambiare totalmente rotta, strappando un contratto stratosferico alla CBS, lasciandosi così alle spalle la EMI e i Queen per questa nuova esperienza. Mercury riunisce, nei Musicland studios di Monaco, un team composto dal produttore di fiducia dei Queen, Reinhold Mack, un gruppo di turnisti tedeschi e Fred Mandel, già collaboratore dei Queen per il tour promozionale di “Hot Space”. “Esplorare nuovi territori musicali con la consapevolezza di essere l’unico a decidere, mi ha permesso di sperimentare cose che avevo in mente già da tempo; in più ho potuto spaziare molto, c’erano brani di matrice reggae che volevo proporre da un po’ e, in una canzone ho potuto usare un’intera orchestra”; ammette Mercury.

Col senno di poi, sappiamo che il lato positivo dietro la scelta compositiva di un album solista, sta tutta nella completa apertura verso stravaganze e sperimentazioni individuali; ad oggi siamo, tuttavia, consapevoli, che alcuni brani dell’opera di Mercury hanno risentito dell’assenza dei Queen, la stessa titletrack, “Mr Bad Guy”, di stampo dance pop, ha accusato ampiamente il passare degli anni e, sarebbe risultata sicuramente migliore con l’aggiunta dei tratti distintivi della musica dei Queen.

L’accoglienza dell’album all’uscita fu, ovviamente, delle migliori, ma uscì dalle classifiche mondiali in men che non si dica; a testimonianza del fatto che anche i fan più affezionati dei Queen, non avessero gradito questa brusca manovra del loro Leader. Ciò nonostante, sappiamo che i testi impiegati nella composizione di “Mr Bad Guy” comprendono alcuni tra gli scritti più intimi di Freddie Mercury,denotando come, in ogni caso, l’incisione di quest’album sia stata,purtroppo, un’occasione sprecata.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.