Io non sono qui e il mistero complesso su Bob Dylan

La figura di Bob Dylan è stata ed è, senza dubbio, una delle più complesse e misteriose di sempre. Dai generi musicali affrontati ai temi trattati, passando per quelle svolte che hanno determinato la sua carriera; dalla svolta elettrica a quella spirituale, dall’emblema folk a quello prettamente rock; dalla leggenda del Patto con il Diavolo fino alla querelle relativa al Premio Nobel che ha fatto tanto scalpore; per approfondire il complesso mistero su Bob Dylan esiste un film che si addentra a sua volta nella complessità: parliamo di Io non sono qui, diretto da Todd Haynes e Oren Moverman. Ve ne parliamo in quest’articolo.

I sette personaggi della vita di Bob Dylan

Il film mostra le vicende biografiche di Bob Dylan attraverso l’utilizzo di sette personaggi differenti, che sono interpretati da sei attori. Nel dettaglio:

  • Woody Guthrie: interpretato da Marcus Carl Franklin, il noto cantante folk rappresenta l’ossessione giovanile di Bob Dylan per il genere musicale che l’ha lanciato e fatto divenire celebre. Allo stesso tempo, Guthrie rappresenta anche le false – o esagerate – biografie che Bob Dylan faceva di sè, per rendere la sua figura più misteriosa.
  • Jack Rollins: interpretato da Christian Bale (unico attore ad avere doppio ruolo nel film), il personaggio rappresenta il periodo acustico dello statunitense, con particolare riferimento agli album The Freewheelin’ Bob Dylan e The Times They Are a-Changin’.
  • Jude Quinn: interpretata da Cate Blanchett, è di sicuro uno dei personaggi centrali del film, che rappresenta la celebre svolta elettrica che provocò tanto scalpore; tra fischi e contestazioni, il Dylan in giacca di pelle e Fender Stratocaster fu in grado di sconvolgere tutti, attraverso uno dei momenti migliori della sua carriera;
  • Billy the Kid: il criminale statunitense interpretato da Richard Gere riguarda la descrizione che Bob Dylan fece di se stesso, autodefinendosi come un “fuorilegge”. Inoltre il personaggio fa riferimento anche al film di Sam Peckinpah Pat Garrett e Billy Kid, di cui fece parte Dylan.
  • Pastore John: ancora una volta interpretato da Christian Bale, il pastore John non può che far riferimento a quella fase spirituale che fa capo ai due album Slow Train Coming e Saved, in cui lo statunitense si dichiarò fervente cristiano.
  • Robbie Clark: il riferimento è al periodo del divorzio di Dylan con la prima moglie Sara. Il personaggio di Robbie Clark, interpretato da Heath Ledger, interpreta Jack Rollins in un film biografico, divenendo celebre per la sua prova cinematografica.
  • Arthur Rimbaud: l’ultimo personaggio è quello del celebre poeta francese, interpretato da Ben Wishaw, che sottolinea la grande importanza ed influenza della poesia nei testi di Dylan, che ha sempre indicato il francese come grande ispirazione. Curiosamente, nel film è il poeta – però – a citare Dylan, quando viene interrogato da una commissione d’inchiesta.

L’incredibile colonna sonora del film su Bob Dylan

Ultimo, e necessario, cenno è quello che riguarda direttamente la colonna sonora. Parlando e trattando di Bob Dylan in tutti gli aspetti, non potevano mancare – all’interno del film – canzoni dello statunitense: la ricca e densa colonna sonora vede alcuni pezzi che fanno da normale sottofondo di avventure e altri suonati direttamente dai vari personaggi, come Goin’ to Acapulco e Pressing On.

Emblematica è la scelta di una traccia scelta per il party di Londra, non appartenente a Bob Dylan: si tratta di (I’m Not Your) Steppin’ Stone dei The Monkees. 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.