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Jeff Buckley, Le migliori cover del cantautore

Ci sono artisti che, pur con una carriera brevissima, sono riusciti ad imporsi nel panorama musicale e nell’immaginario collettivo come figure affascinanti o poeti maledetti. Un esempio di come questo possa accadere è sicuramente Jeff Buckley. Un solo album pubblicato mentre era in vita, pochissimi concerti ed una fama accresciuta anche dalla prematura scomparsa. Famosa la sua triage morte per annegamento, mentre stava canticchiando Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, band fortemente legata a Jeff Buckley. Lo stesso Jimmy Page è ancora oggi uno dei suoi più grandi ammiratori, che definì Grace (disco d’esordio di Buckley) il suo album preferito del decennio. Lo lodò anche Bob Dylan, ma purtroppo la carriera di Buckley fu stroncata da questa morte improvvisa. Curiosamente, lo stesso destino era toccato al padre, Tim Buckley, anche lui un cantautore. Dopo la scomparsa dell’artista, furono pubblicati tantissimi brani inediti, tra i quali diverse cover. Scopriamo le cinque migliori.

Hallelujah

Non si poteva non cominciare con questa. Pur essendo una cover dell’originale di Leonard Cohen, questa canzone ha raggiunto una incredibile popolarità anche grazie a Buckley ed a moltissimi altri artisti, visto che viene spessissimo reinterpretata ancora oggi. Tuttavia, quella di Buckley non ha avuto rivali e ad oggi è considerata la cover migliore del brano. La delicatezza è l’intensità con cui ha saputo interpretarla non fanno che stupire.

I know it’s over

L’album You and I, pubblicato postumo, contiene diverse cover di Buckley. Ne contiene due degli Smiths e questa è sicuramente la migliore. I know it’s over è una delicatissima ballad della band, in cui le capacità di paroliere di Morrissey hanno raggiunto il massimo splendore. La versione di Buckley è diversa, ma anche perfettamente rispettosa di quello spirito delicato ed originale del brano.

The Boy with the Thorn in His Side

La seconda cover degli Smiths che in realtà ha avuto e continua ad avere diverse re-interpretazioni fondamentali. È un brano molto importante nella carriera della band perché oltre a raccontare del fallimento di un rapporto, è una reazione nei confronti dell’industria della musica che li snobbava. Sicuramente Buckley avrà empatizzato con la “spina” di cui parlava Morrissey.

Night Flight

A conferma del legame profondo che univa Buckley e i Led Zeppelin, in You and I è presente anche una cover della band rock. La canzone, ha spiegato Robert Plant, parla di un ragazzo che vuole evitare il servizio militare. È curioso che Buckley abbia scelto di fare la cover di una delle canzoni comunque meno famose dei Led Zeppelin, ma anche una delle più originali. Non ha un assolo di chitarra ed è una delle poche composte interamente da John Paul Jones.

Just like a woman

Al contrario, nell’eseguire la cover di una canzone di Bob Dylan Jeff Buckley scelse una delle più famose del cantautore. Just like a woman ha avuto un destino particolare a causa delle accuse di misoginia, visto che effettivamente si tratta di un brano in cui Dylan potrebbe sembrare sessista. La donna viene descritta infatti come avida e inaffidabile, ma c’è da dire che il brano probabilmente si ispiri a donne che hanno deluso Dylan. Anche per questo si adattò bene alla figura tormentata di Buckley.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.