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Jethro Tull: come Ian Anderson formò la band

Quando si parla di progressive rock, è inevitabile che si faccia il nome dei Jethro Tull. Si tratta infatti di una di quelle band che ha plasmato la sonorità di questo particolare genere musicale, popolare soprattutto negli anni ’70. Fu proprio in quel decennio che anche Ian Anderson e compagni pubblicarono i loro album di maggiore successo, tra cui spiccano per livello qualitativo “Aqualung” e “Thick As A Brick”, quest’ultimo considerato tra i migliori concept album nella storia della musica.

Gli esordi nella scena londinese

I Jethro Tull nacquero, con questo nome, formalmente nel 1967. In realtà Ian Anderson si esibiva a Londra e dintorni già da qualche anno prima. Dapprima, nel 1963, il gruppo era denominato The Blades, il quale si allargo in termini di componenti, diventando i John Evan Smash, che durarono per un paio d’anni. Si trattava in qualsiasi caso di formazioni orientati sulla musica blues e soul. Come anticipato i Jethro Tull sono nati nel 1967 ed a spiegarne la genesi è stat Ian Anderson, che da oltre cinquant’anni ne è il leader.

Jethro Tull: la nascita del nome

“All’epoca giravamo tutti i locali di Londra”, a spiegato Una Anderson, “ma a dirla tutta non riscuotevamo molto successo, forse perché non ci distinguevamo in nulla in particolare. Il nostro manager così cambiava il nome della band praticamente una volta al mese, per riproporci a locali che in precedenza erano rimasti scontenti. Alle volte i gestori notavano qualcosa distrano, chiedendoci se no ci avessero già visto da quelle parti. In quei casi noi dicevamo cose del tipo: “No, no. Probabilmente quella era la band di mio cugino, ci assomigliamo molto, ma le assicuro signore che noi siamo molto meglio!”.”.

Ian Anderson diventa flautista

Il fatto volle che il gruppo iniziò ad avere successore periodo in cui il nome era Jethro Tull, che è poi quello di un agronomo inglese vissuto a cavallo tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo, considerato un pioniere della moderna agricoltura. Il successo arrivò in corrispondenza della scelta di Anderson di iniziare a suonare il flauto, l’elemento che contraddistinse la formazione. Il frontman a spiegato: “All’epoca a Londra giravano chitarristi formidabili, come Jimmy Page o Eric Clapton. Anche io suonavo il loro strumento, ma di sicuro non ero al loro livello. Avevo notato che però non c’era nessuna band che includesse un flautista, così pensai che sarebbe stata una buona idea se mi ci fossi appiccato io stesso.”.

Jethro Tull e l’elemento caratterizzante

Ian Anderson acquistò così un lauto traverso e dopo solo poco più un paio di settimane di pratica, iniziò a suonarlo sul palco. In merito a questo exploit, lo stesso Anderson ha commentato: “Beh in fondo le note sono solo 12 e se in quel periodo di tempo non riesci a tirarne fuori così poche, dovresti considerare l’ipotesi di tentare con un’altra carriera, diversa da quella del musicista”. Non avendo dunque mai preso lezioni, egli sviluppò una tecnica molto personale, in virtù anche di una deformazione al mignolo destro, che agli occhi di un flautista classico potrebbe parere piuttosto naif. Uno stile che però si amalgamava perfettamente allo stile della band, divenendone l’elemento portante.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com