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Jimmy Page e la sua riflessione su un mondo senza concerti

I Led Zeppelin sono tra le band più importanti nella storia della rock, una di quelle capaci di influenzare praticamente qualsiasi artista a seguire, quantomeno tra quelli del loro stesso genere. La formazione si formò per volere del chitarrista Jimmy Page, ad oggi considerato uno deo più grandi strumentisti di sempre. Page in precedenza aveva suonato per uno dei gruppi simbolo dell’Inghilterra anni ’60: gli Yardbirds.

Jimmy Page e Led Zeppelin dal vivo

I dischi dei Led Zeppelin sono sensazionali, ma non è mai stato fatto segreto del fatto che assistere ai loro concerti fosse un’esperienza totalmente diversa, unica, quasi mistica, come espresso nel libro “La Filosofia dei Led Zeppelin” di Edoardo Snaidero. L’elemento del live show sta vivendo un momento molto delicato, a causa della pandemia in cui tutto il mondo si è trovato suo malgrado imprigionato.

Jimmy Page vuole tornare sul palco

In merito a ciò si è espresso proprio Jimmy Page, che ha dichiarato come questo impatto devastante subito dal mondo dello spettacolo, abbai fatto crescere in lui il desiderio di tornare ad esibirsi di fronte ad un pubblico. “Quando siamo entrati in isolamento per la prima volta ho pensato: “Bene, ora è il momento di iniziare a pensare a far tornare le cose al loro posto ed essere in grado di esibirsi'”, ha affermato Page.

“È un momento così triste e disperato.”, ha proseguito, “Quello che questo virus ha fatto a livello internazionale alle famiglie, alle arti, a tutto ciò che amiamo e ci sta a cuore e all’intera situazione dei concerti, mi preoccupa. Non sarò mai una di quelle persone che si registrano da sole ed inviano un file a qualcuno. Non sono entrato in questo modo per lavorare a quel modo, ma per sonare con altre persone, che è poi il punto da cui si può cogliere il significato più intrinseco della musica.”.

“Abbiamo bisogno di concerti!”

“Abbiamo bisogno di suonare con le persone, abbiamo bisogno di concerti e abbiamo bisogno della comunità. Perché senza quello, la musica non significa niente”, ha aggiunto Page. “Suonare dal vivo è così importante per i giovani musicisti. Quando eravamo giovani, facevamo tutti questi piccoli concerti, sperando di suonare in un posto più grande ed è una parte così importante nel corso della comunione di musicisti che suonano insieme. Per me è sempre stata la cosa più importante.”.

Il ri avvicinamento allo strumento

“Una delle cose di cui mi stavo lamentando prima che dovessimo chiuderci tutti era che non avevo abbastanza tempo per suonare la chitarra”, ha detto. “Mi sono trovato in condizione di dire: “Bene, questo è tutto. Puoi farlo ogni giorno adesso.“. Quindi, mi ha dato l’opportunità di ricollegarmi correttamente con la chitarra.”. Probabilmente è ciò che è accaduto anche a molti altri musicisti, ma non sia tratta che di una magra consolazione di fronte a tutto ciò che ci sta vedendo coinvolti.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com