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Le canzoni italiane di cui sbagliamo sempre il titolo

Quando ci sono delle canzoni anche famosissime accade spesso che sia il pubblico a fare “da padrone” ed a deciderne anche aspetti abbastanza oggettivi. Il titolo ad esempio, salvo casi eccezionali, solitamente è uno solo se non dove indicato. Eppure, diverse volte accade che ad una canzone ne sia dato uno diverso. Perché? Vox populi. Il pubblico decide che un certo brano deve chiamarsi così e, pur di fatto essendo un errore, il titolo deciso dalla massa è quello più diffuso. Ecco quattro esempi di canzoni italiane di cui sbagliamo sempre il titolo.

L’anno che verrà

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò
Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va.

 

La canzone di Lucio Dalla che tutti o quasi chiamiamo Caro amico ti scrivo, come la prima frase del suo iconico incipit, in realtà si chiama L’anno che verrà. Se vogliamo essere onesti, dobbiamo ammettere che, essendo l’amicizia la tematica del brano, non è strano sia questo il primo titolo che ci sovviene.

Nel blu dipinto di blu

Ormai tutti riportano anche Volare come titolo ufficiale del classico di Domenico Modugno. Eppure, una delle canzoni italiane più famose nel mondo non si chiama davvero Volare, come tutti spesso riportiamo, bensì Nel blu dipinto di blu. Ma sappiamo tutti che non ci entrerà mai in testa!

La canzone di Marinella

Durante la finale del programma televisivo Name that tune, condotto da Enrico Papi, questa canzone di Fabrizio De André è stata protagonista di una polemica. Infatti Morgan, grande esperto di Fabrizio De André, ha indicato come titolo La storia di Marinella. Si è allora parlato di quante volte la gente la indichi erroneamente. Perfino un esperto ha sbagliato, è evidente che per molti sia Marinella o La storia o La ballata di Marinella. La confusione con La storia è da perdonare se pensiamo all’incipit del brano.

Questa di Marinella è la storia vera
Che scivolò nel fiume a primavera
Ma il vento che la vide così bella
Dal fiume la portò sopra una stella.

L’emozione non ha voce

Questa è probabilmente una delle canzoni italiane più famose ed una delle più amate di Adriano Celentano. Romantica, dolcissima, forse anche troppo stucchevole. Il titolo è L’emozione non ha voce, ma molti la chiamano Io non so parlar d’amore. Ancora una volta la frase iniziale del testo, quindi, ma anche il titolo dell’album di cui fa parte.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)