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Led Zeppelin, Il vero significato di Stairway to heaven

Se c’è una band che non ha bisogno di lunghe presentazioni, quelli sono i Led Zeppelin. Tra i gruppi rock più importanti ed amati, alcune tra le loro canzoni sono pietre miliari della storia musicale. Tra queste indubbiamente c’è Stairway to heaven, una delle canzoni più importanti di sempre. Chiunque la conosce, anche un non fan dei Led Zeppelin l’ha ascoltata almeno una volta. È stata anche al centro di polemiche per via delle solite accuse di satanismo, tuttavia il testo è una meravigliosa poesia unita ad una musica iconica e tecnicamente perfetta. Sembra che non si parli mai abbastanza di questa canzone, ebbene vogliamo approfondire ancora una volta il suo significato.

Le controversie attorno alla canzone

Stairway to heaven è la quarta traccia del quarto album dei Led Zeppelin. È stata realizzata con tutte le migliori intenzioni, come ha detto Jimmy Page, ma nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe diventata un capolavoro dalla tale popolarità. Ha aggiunto Jimmy Page, durante un’intervista con la BBC nel 2014:

L’idea di Stairway to Heaven era quella di avere un pezzo di musica, una canzone che si sarebbe dovuta sviluppare su più strati e dovesse andare a coinvolgere diversi stati d’animo. Tutta l’intensità e la finezza dovevano servire per dare spinta al brano sotto ogni punto di vista, sia quello emozionale che musicale. Per questo la canzone continua ad aprire e ad esplorare un certo tipo di schemi.

Purtroppo, però, il brano fu anche al centro di diverse polemiche. Malgrado il titolo che si riferisce al Paradiso, si cominciarono a formulare diverse teorie sul fatto che in realtà potesse essere più oscuro il presupposto del brano. Infatti, nella canzone stessa si spiega come a volte le parole abbiano un doppio significato e ascoltate al contrario alcune strofe andavano a lodare Satana. Naturalmente Robert Plant, autore del testo e Jimmy Page hanno categoricamente smentito queste teorie.

Il vero significato

Stairway to heaven sembra riferirsi ad un passo della Bibbia, dato il riferimento ad una Scala per il Paradiso, ma ciò non è stato mai confermato. Il testo è pieno di suggestioni interessanti, essendo molto criptico e poetico. Robert Plant ha spiegato di averlo scritto d’impulso, quindi le macchinazioni perniciose dei messaggi subliminali che gli si attribuiscono sono alquanto improbabili.

There’s a lady who’s sure
All that glitters is gold
And she’s buying a stairway to Heaven
When she gets there she knows
If the stores are all closed
With a word she can get what she came for
Oh oh oh oh and she’s buying a stairway to Heaven.

Fin dall’inizio non sembra chiaro di cosa si stia parlando, di quale viaggio, di quale donna, il tutto ha una forte atmosfera onirica e misteriosa. È stato osservato che Plant effettivamente fosse un grande appassionato dell’occulto e quindi varie suggestioni di questo genere sono state inserite nel testo.

I riferimenti del testo

L’elemento religioso che è dato dal riferimento al Paradiso non sembra dominare in toto la canzone, ma voler volutamente dipingere un quadro astratto quanto emozionante. Il testo è anche pieno di riferimenti esoterici, culturali e letterari classici. Viene citato un pifferaio che potrebbe essere “Il pifferaio di Hamelin“, uno dei nomi del dio Pan, poi è molto presente nel testo il dualismo. Dualismo tra le strade da percorrere, dualismo tra bene e male, tra vita e morte, tra uomo e divino. A favorire la componente mistica della canzone vi fu la lettura del libro Magic Arts in Celtic Britain di Lewis Spence, che Plant aveva concluso da poco. Molti passi del testo sono volutamente criptici e lasciano libera interpretazione. Forse è anche per questo che il brano ha affascinato così tanto.

Your head is humming and it won’t go
In case you don’t know
The piper’s calling you to join him
Dear lady, can you hear the wind blow?
And did you know
Your stairway lies on the whispering wind?

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.