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R.E.M., Il vero significato di “Losing my religion”

I R.E.M. sono stati una delle band il cui scioglimento ha maggiormente sconvolto i fan. Un’attività piuttosto longeva, ma un improvviso freno ad una pietra miliare del rock alternativo. Le loro canzoni sono conosciute anche dai meno appassionati, per il frequente uso che se ne fa in film e telefilm come colonne sonore. Uno dei più brani più famosi è Losing my religion, ma qual è il suo vero significato?

La novità ed il successo dei R.E.M.

Il primo album della band, Murmur, aveva colpito moltissimo per essere disco dell’anno in un periodo in cui ci si doveva confrontare con addirittura Thriller di Michael Jackson. I R.E.M. si distinguevano per aver portato al massimo splendore il “college rock”. Anche se il vero successo arriverà con il secondo album Reckoning. Il pubblico aveva già “testato” alcuni brani già suonati, infatti, dalla band durante i concerti. Agli inizi soprattutto, infatti, i R.E.M. non si fecero problemi ad esibirsi in locali underground e contesti intimi e particolari. Con il passare del tempo pare chiaro che Michael Stipe è un autore di testi particolari e profondi, accompagnati da una musica originale e riconoscibile. Il gruppo caricava la musica di forte energia, mentre Stipe conferiva ai testi un tocco spesso malinconico e introspettivo.

“Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don’t know if I can do it
Oh no, I’ve said too much
I haven’t said enough”.

Out of time e il video di Losing my religion

Nonostante non sia considerato al pari dei primi capolavori dei R.E.M., Out of time è l’album probabilmente più conosciuto. Presenta diverse influenze musicali, che vanno dal folk alla musica classica. Il brano più importante e più famoso è Losing my religion, che fu il primo singolo. Tra le altre cose, viene ricordata per l’uso del mandolino di Peter Buck, scelta peculiare. La canzone fu accompagnata da un video ufficiale diretto da Tarsem Singh. Quest’ultimo ha dichiarato di essersi ispirato ad un racconto di Gabriel Garcia Marquez creando un’atmosfera onirica e quasi sacra. Forse anche questo ha alimentato i fraintendimenti sul significato della canzone.

Losing my religion non parla di religione

Infatti, in moltissimi programmi televisivi, specie talent, in cui magari si propone il brano agli studenti per realizzarne una cover, si punta sul fatto che questa parli di religione. Molti pensano che Michael Stipe abbia voluto con questo testo raccontare una sua crisi mistica, conferendo una dimensione spirituale al brano che effettivamente la possiede. Tuttavia, lo stesso Stipe ha spiegato che Losing my religion è accostabile più che altro a Every breath you take dei Police, quindi la dimensione spirituale e devozionale è da ricercare nel sentimento d’amore. Viene descritta l’ossessione di un uomo per una donna, così eccessiva da farci pensare si stia parlando di una crisi religiosa. La dimensione spirituale effettivamente, come detto, è presente, in virtù del fatto che da un certo punto di vista il brano analizza i nostri tormenti interiori e le nostre fragilità. “Losing my religion” è un’espressione che si usa negli Stati Uniti per indicare “perdere la ragione” e non va quindi tradotta letteralmente. Religiosa o meno, nessuno può sindacare sull’importanza che tale brano e la band abbiano avuto nel panorama rock degli ultimi decenni.

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Laureata in lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.