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Motorhead: storia della mitica band di Lemmy Kilmister

Scindere l’Heavy Metal dal Rock per offrire una panoramica chiara e concisa del gruppo immenso che tratteremo oggi, è la chiave per addentrarci nel vivo dell’argomento. I Motorhead sono una pietra miliare del genere sopracitato. Ciò che correva in parallelo al loro cammino era il frutto dannato del Rythm and Blues acido, ma pur sempre ballabile, dei Rolling Stones e la catarsi epica delle storiche Metal band che, avrebbero successivamente, rappresentato un manifesto illuminante per le generazioni di musicisti successive. Ciò che proveniva da gruppi come Deep Purple, Led Zeppelin e Blue Oyster era lisergico, duro e travolgente. Esasperare il Blues alla ricerca di nuovi tecnicismi con i quali incendiare la scena musicale. L’apporto di band come i Black Sabbath e i Rainbow, invece, creava nuove sfumature nel genere che, adesso, veniva concepito come mezzo grazie al quale esprimere concetti pessimistici e materialisti.

I Motorhead nascono dalla rivoluzione sovversiva del Punk mista al monito all’aggressività e alla violenza imperversante nella scena Metal di quegli anni. I Motorhead, con il loro sound aggressivo ed incalzante, sono tra le poche band riconoscibili dalla prima nota. Risentiamo del loro apporto negli echi generazionali di interi decenni, senza mai accusarne la stanchezza. Il gruppo capitanato da Lemmy Kilmister aleggia feroce da decenni sul panorama musicale, rimarcando l’autorità violenta con la quale ha travolto il mondo intero. Tematiche crude ed imprescindibili, fuse ad un sound aggressivo e ruggente, costituiscono il nucleo instabile ed esplosivo dei Motorhead che, nel corso di 6 anni, dal 1977 al 1986, hanno totalmente ridefinito un genere già di per sé prepotente e nichilista per definizione.

Chi era il Leader dei Motorhead: la storia di Lemmy Kilmister

Lemmy Kilmister nasce il 24 dicembre del 1945 a Stoke-On-Trent, cittadina della periferia britannica. Figlio di un prete anglicano, il giovane Kilmister, nato Ian all’anagrafe, cresce nel centro della rivoluzione culturale degli anni ’60. Le sue ideologie artistiche distano anni luce dal Rock N’Roll delle Boy Band e dal Britpop dei Beatles. La vocazione di Lemmy arriva quando conosce la musica psichedelica ed entra in contatto con le piccole realtà dell’underground inglese. Kilmister ha militato in gruppi come i Rainmakers, gli Opal Butterfly ed i Rockin’Vickers. I contesti nei quali Lemmy si è espresso, muovendo i primi passi, si prefiggevano di suonare brani di stampo prettamente Rock’ N Roll in chiave più prepotente ed aggressiva.

Lemmy si immerge nel mondo della musica in via totale e completa. Tra il 1966 e il 1969 lavora come roadie di Jimi Hendrix. Per merito suo, Kilmister ha allargato i suoi orizzonti in maniera esponenziale, cominciando a suonare in un gruppo chiamato Hawkwind. A causa di screzi e dissidi creatisi con la band a seguito delle esigenze personali di Lemmy legate alla sua dipendenza da sostanze stupefacenti, questi lascia gli Hawkwind, non prima però di aver inciso tre album con loro  “Doremi Fasol Latido”, “Space Ritual”, “Hall of the mountain grill”. Tra il 1971 e il 1974.

L’ultimo singolo degli Hawkwind del 1975, prima che Kilmister lasciasse la band, si intitolava, guarda caso, Motorhead. In quell’anno, Lemmy fonda l’omonima band, alla stregua dell’ispirazione sconfinata da cui viene travolto dopo la sua esperienza negli Hawkwind. La violenza con la quale i Motorhead porteranno avanti la loro causa, esprimendo a pieno il nichilismo e la misantropia tipica dell’indole di Lemmy Kilmister, consacreranno i Motorhead nel firmamento delle stelle dell’ Heavy Metal.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.