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Nirvana, quella volta che la band di Kurt Cobain suonò una canzone dei…

I Nirvana sono sempre stati una band in grado di aggiungere personalità a qualsiasi cosa facessero. Un sound unico, irripetibile e facilmente riconoscibile ha sempre caratterizzato un gruppo musicale che come pochi è rimasto impresso nella mente di tutti noi. La prematura dipartita di Kurt Cobain, un trauma per tutti, ha forse reso ancora più immortale uno stile che, così trasgressiva e originale, ha travolto il panorama musicale di tutto il mondo. Oggi vi raccontiamo una storia che lega i Nirvana ai The Velvet Underground, gruppo che ha fatto la storia della musica e che è stato d’ispirazione a moltissimi artisti e band.

L’influenza dei The Velvet Underground

I The Velvet Underground sono stati una band fondamentale per la storia della musica e quindi non è strano che anche i Nirvana si siano prestati a rendere loro un tributo. La formazione che vedeva Lou Reed come leader è un punto di riferimento per moltissimi artisti. Grazie anche ai The Velvet Underground sono nati moltissimi generi e stili musicali. Il secondo album della band fu White Light/White Heat, e segnò un momento importante per loro in quanto in questo periodo avvenne la fine della collaborazione della band con Andy Warhol e con Nico ed anche l’ultimo lavoro del gruppo prima dell’abbandono di John Cale. Comunque influenzatissimo dal modo che aveva Andy Warhol di concepire l’arte, affronta varie tematiche, tra le quali l’alienazione dell’uomo ed anche quelle sessuali. Esempio emblematico è la canzone Here she comes now. Fu proprio questa l’oggetto della cover dei Nirvana.

Il testo della canzone

Here she comes now è un brano dal testo fortemente ambiguo. Questo si apre a diverse interpretazioni, tra le quali emerge quella sessuale. Gioca, infatti, sul doppio senso della parola “come” che indica il fatto che una ragazza venga nel senso di giungere, ma anche nell’accezione sessuale del termine. Nulla di strano, ma si pensa anche che il brano possa riferirsi non ad una donna, bensì alla chitarra di Lou Reed. Effettivamente nel testo vi è un riferimento al legno:

Oh, she looks so good
Oh, she’s made out of wood
She said so
Now, she ever comes now now
She ever comes now now
She ever comes now. 

I Nirvana e la cover con i Melvins

I Nirvana si sono cimentati nella cover del brano, realizzando uno split single (ovvero un singolo che viene eseguito da due gruppi musicali) con i Melvins, che hanno anche inciso una cover di Venus in Furs, dal disco d’esordio dei The Velvet Underground. A volte le cover tendono ad andare fuori dagli schemi ed a stravolgere magari la versione originale della canzoni, non è questo il caso. Le due band sono riuscite a non perdere il proprio stile, ma non hanno mancato di rispetto all’originale. Certo hanno personalizzato il brano, visto che ciò che sicuramente caratterizza in modo particolare questa cover è il classico “urlo” di Kurt Cobain. Nel pieno rispetto, allora, un capolavoro viene reinventato grazie alla collaborazione di due band. I Nirvana hanno deciso di non dimenticare le loro influenze principali ed i pilastri del rock, realizzando questo grande tributo.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.