Pink Floyd: Nick Mason rivela i 5 album che l’hanno ispirato di più

Nick Mason, batterista dei leggendari Pink Floyd, ha rivelato quelli che, secondo lui, sono stati gli album più significativi nella sua formazione musicale. Mason è l’unico membro dei Pink Floyd ad essere presente su tutti i loro album in studio. Nick è anche l’ultimo membro in vita a rimanere costante sin dalla formazione del gruppo, nel 1965.

Nonostante i Pink Floyd abbiano venduto più di 250 milioni di copie nel mondo, nel corso di una recente intervista per Classic Album Sundays, il batterista non si è riservato dal tessere le lodi di alcuni colleghi, tra cui loro contemporanei, le cui opere hanno lasciato particolarmente il segno sulla sezione compositiva dei Floyd e del grande batterista.

5) Bob Dylan – The Freewheelin’ Bob Dylan (1963)

Era il 24 aprile del 1962 quando il giovane Robert Zimmerman varcò la soglia dello Studio A della Columbia Records. La leggenda di Bob Dylan nacque di corsa, tra appunti segnati un po’ovunque, notti in bianco passate a scrivere sul divano d’altri e dalla foto stropicciata del suo idolo Woody Guthrie con su scritto “Non sono ancora morto”. Al tempo Guthrie era in ospedale e Dylan decise di andare a trovarlo e incontrare finalmente il proprio idolo prima che fosse troppo tardi.

Robert, che al tempo non era ancora Bob, voleva ripercorrere la sua strada, diventare il Woody Guthrie della sua generazione. La dedica sulla sua foto fu il monito di Guthrie a spingere Dylan verso la ricerca della propria identità. Bob viveva una vita frenetica, il suo stile era ribelle e spesso incompreso. Molti cominciavano ad amarlo, ma altrettanti lo odiavano e lo definivano un grottesco imitatore.

Blowin’ In The Wind fu uno spartiacque. Nessuno, fino ad allora, era mai riuscito a parlare di libertà in modo così spontaneo. Le parole volano, leggiadre, nell’aria mentre il mondo affronta una crisi terrificante. Bob Dylan diventa il punto nevralgico della cultura Folk statunitense. Nei suoi testi denuncia, racconta e lauda le gesta della società del suo tempo, destando l’opinione pubblica su temi che, altrimenti, non sarebbero stati affrontati nel modo giusto.

4) Jimi hendrix – Axis: Bold As Love (1967)

Nel corso del 1967 l’industria discografica era particolarmente in fermento e la label di Hendrix non era da meno. Gli vennero chiesti due album sul tramontare dell’anno, il tutto da combinare ai vari tour promozionali e alle iniziative dell’artista. Are You Experienced? era un album completo e perfetto con il quale Jimi e gli Experience vennero coinvolti in una mole d’impegni di spessore importante.

Bold As Love è un’opera nella quale l’ultima parola è sempre spettata allo stesso Hendrix. La critica reagì inizialmente pensando che i brani fossero stati raccattati un po’ dappertutto senza un apparente filo logico. In realtà Jimi preservava e selezionava attentamente le canzoni da scegliere per il disco. Girava in studio con decine di fogli pieni di appunti e studiava meticolosamente ogni minima parte di ogni singolo brano. Bold As Love venne, in ogni caso, accolto come l’anello debole della discografia hendrixiana. Brani come Little Wing e Spanish Castle Of Magic, hanno fatto sì che il disco si rivalutasse nel corso degli anni.

3) TheLonious Monk –  The TheLonious Monk Orchestra at Town Hall (1959)

Si tratta di un disco Jazz del 1959 che include gli arrangiamenti di Hall Overton sulle melodie di Monk. Tra i musicisti coinvolti nel concerto, si evincono Phil Woods in Friday The 13th, Pepper Adams e Donald Byrd e lo stesso Thelonious Monk in Little Rootie Tootie.

2) Miles Davis – A Tribute To Jack Johnson (1971)

Un capolavoro indiscusso del Blues e del Funk. Una composizione elettrica perfetta con la quale Davies ha sbaragliato la concorrenza. Lo stesso Nick Mason lo definisce come l’album Groove migliore di sempre, con una Lineup di collaboratori assolutamente impareggiabile.

1) Bruce Hornsby & The Range – Halcyon Days (2004)

Halcyon Days è l’ottavo album in studio del musicista americano Bruce Hornsby. Il disco è stato inciso con i Noisemakers, il gruppo con cui suona in tour. Si tratta della prima opera rilasciata con la Columbia Records. Alcuni brani come What The Hell Happened sono state definite come pietre miliari della musica Pop.

Si tratta di un disco acustico, in cui il piano gioca un ruolo particolarmente importante, tanto da essere definito “in pieno stile Hornsby”. L’album presenta alcuni ospiti eccezionali come Sting, Elton John ed Eric Clapton. Il disco presenta alcune suite soliste per pianoforte per le quali l’album è stato accolto positivamente dal pubblico e dalla critica.

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)